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Si abbassa la saracinesca del Molino: 30 anni di una storia targata Vignali
Per i titolari Alberto e Brunella è arrivata la meritata pensione
MANCIANO. Il Molino ha chiuso i battenti. Lo storico negozio della famiglia Vignali ha interrotto per sempre la sua attività.
La storia mancianese della famiglia la racconta a Il Tirreno Alberto Vignali, titolare con la moglie Brunella Pascucci, dell’attività: «Tutto ha avuto inizio nel 1882 allorché il nostro bisnonno Andrea lasciò la natia Romagna per venire in Maremma. Discendeva da una stirpe di mugnai e ha continuato a esercitare questo antico e nobile mestiere in questo territorio, attività proseguita dal figlio Angelo, dal nipote Alfredo, nostro padre e infine da me e mio fratello Andrea. Noi abbiamo condotto un molino moderno, costruito da nostro padre subito dopo l’ultima guerra. Questo fino al 1994, anno in cui abbiamo dovuto interrompere l’attività molitoria in quanto l’impianto, trovandosi all’interno del centro abitato, creava difficoltà per gli abitanti vicini».
È da questo momento che inizia la storia del Molino come negozio. «Pertanto – aggiunge Alberto – ci siamo dovuti inventare un nuovo lavoro, di tipo commerciale, nei locali del molino; lavoro che dopo qualche anno abbiamo trasferito in una nuova sede moderna, da noi costruita, fuori dal centro abitato. Anche sotto questa nuova veste ci siamo fatti conoscere per serietà e impegno, aiutati anche da persone di famiglia, specialmente da mia moglie Brunella che ha creato dal nulla il reparto dei fiori e degli articoli da regalo, facendosi apprezzare anche fuori Manciano per la sua creatività e competenza per qualsiasi lavoro di fiorista, in ogni occasione e per ogni evento. Queste sue capacità hanno dato linfa vitale al nostro emporio, contribuendo notevolmente a creare un flusso di clienti molto importante. Io e mio fratello Andrea – prosegue Vignali – abbiamo dedicato la nostra vita al Molino con passione e amore e ci dispiace tantissimo abbandonare l’attività che avevamo intrapreso con tanta passione perpetuando un mestiere (potremmo dire professione, ma il termine “mestiere “è più appropriato, trattandosi appunto di un “nobile mestiere”) che ci procurava tanta soddisfazione. Le persone passano, ma le attività economiche sane dovrebbero continuare, perché rappresentano opportunità di vita onesta a vantaggio di coloro che volessero impegnarsi come abbiamo fatto sempre noi Vignali».
Adesso ad Alberto e Brunella spettano la meritata pensione, i nipoti, la lettura dei libri e tante altre attività a cui potranno dedicarsi adesso che non devono più andare al lavoro ogni giorno. Un messaggio di saluto e di ringraziamento è arrivato anche dalla figlia di Alberto e Brunella, Daniela Vignali, assessora all’ambiente: «Un pezzo della vita della mia famiglia si chiude dopo tanti sacrifici che ci hanno permesso di diventare grandi, di studiare e di non farci mancare nulla. Ringrazio i miei genitori per la loro onestà e per la correttezza che hanno sempre mostrato nella vita e per l’esempio che ci hanno dato e ci continueranno a dare. Adesso li aspettano quattro splendidi nipoti e, al mio babbo, tanti libri di storia, filosofia e latino da leggere».
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