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Grosseto, svastiche e siringhe: viaggio nel parcheggio dell’orrore nel cuore della città

di Elisabetta Giorgi

	Il degrado nel parcheggio nel cuore della città
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Il degrado nel parcheggio nel cuore della città

Il reportage dopo le segnalazioni dei cittadini: odori nauseabondi e sporcizia. L’ente gestore: «Noi le pulizie le facciamo»

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GROSSETO. Siringhe a terra, sporcizia incrostata, un odore nauseabondo di urina che invade le scale e respinge, accanto a cartoni sporchi ed escrementi seminati qua e là. Per scendere nel parcheggio pubblico sotterraneo del centro di Grosseto si passa di qui: benvenuti (si fa per dire).

Il parcheggio dell’orrore

Sono i lettori del Tirreno a segnalare lo stato “lurido” delle scale condominiali private e (sotto) le frequenti tracce di bivacchi disseminate nel parcheggio pubblico comunale – gestito da Sistema – di via Oberdan. Condizioni che per alcuni non invogliano neppure a parcheggiare la macchina. La situazione è rilanciata anche sui social. «Segnalo le condizioni terribili in cui si trovano le scale e gli ascensori del parcheggio sotterraneo di via Oberdan – scrive un utente Facebook –. È uno dei pochi parcheggi che si possono trovare nella zona, ma le condizioni igieniche non permettono di usufruire al meglio di questi spazi. Sono pieni di escrementi, cibo andato a male, bottiglie rotte. La puzza è orribile e c’è anche il pericolo di incorrere  in qualche spiacevole sorpresa. Ricordo che sono parcheggi a pagamento, dovrebbero essere mantenuti in maniera più efficiente e decorosa». Commenta una lettrice. «Anche io faccio di tutto per non andarci, è una situazione invivibile». Il panorama è pessimo nelle scale condominiali ma non va meglio nel parcheggio (pubblico) cui si accede da quelle scale.

Viaggio nel degrado

Partiamo dal cortile del condominio di via Oberdan, ex Rama: varie rampe conducono sotto. Le pareti sono in più punti scrostate e sporche; la sporcizia è sedimentata, scendendo c’è un odore di urina tremendo. In un pianerottolo c’è una siringa usata. C’è sporcizia, ma soprattutto un fetore respingente; viene voglia di risalire e andarsene. È così in varie scalinate; se cambiamo angolo della piazza la situazione non cambia. Le scale sono nerissime in più punti, a terra ci sono lattine, le pareti sono imbrattate, anche con disegni osceni. Davanti alle porte che separano le scale dal parcheggio, ci sono anche escrementi sui muri. Lo avevamo già pubblicato mesi fa, la situazione è cambiata di poco. L’odore acre e di urina invade le rampe, a ogni scalino verso il parcheggio sotterraneo si fa più intenso. Alla parete ci sono i cartelli “vietato fumare”, a terra spuntano i mozziconi. Entriamo nel parcheggio: uno dei livelli fa impressione, è completamente vuoto. Anzi no: alle 10,30 di mattina c’è una Panda bianca in sosta. Per il resto centinaia di stalli sono deserti. In alcuni punti ci sono rigagnoli d’acqua, resti di infiltrazioni. La segnaletica orizzontale in parte consumata, quella verticale in parte staccata, un estintore mancante. In alcuni stalli ci sono resti di bivacchi e resti di sporcizia. Anche qua, odoracci di urina.

Cosa dice chi dovrebbe risolvere il problema

Alberto Paolini (direttore generale di Sistema) ha ben chiara la situazione. Difficile da “estirpare”. «Le pulizie di nostra competenza, quelle nel parcheggio gestito da Sistema, sono quotidiane», dice confermando che gli addetti trovano frequentemente resti di bivacchi, ma specificando pure che purtroppo è «una battaglia impari, difficile da combattere». Tolto un bivacco, ne fiorisce un altro. Urinare nelle scale e nei parcheggi è ormai un’abitudine selvaggia. Non solo tipica dei vandali ma, a quanto pare, anche dei cittadini comuni. Come quello che sabato 16 novembre alle 11 ha portato i suoi due cani a spasso, esternamente al condominio; e che (abbiamo visto) li ha fatti urinare attraverso le grate, sotto le quali c’era appunto il parcheggio comunale. 

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