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La storia

Chiude il cinema Roma, in Maremma dopo 70 anni si spegne un mito

di Michele Nannini
Il Cinema Roma chiude dopo 70 anni
Il Cinema Roma chiude dopo 70 anni

Troppe spese e nessun guadagno: lascia l’ultimo dei Margini a Bagno di Gavorrano

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GAVORRANO. Dopo 70 anni di attività si chiude definitivamente l’avventura del cinema Roma a Bagno di Gavorrano.

L'annuncio

«Si spengono le luci, non perché inizia un nuovo film ma perché chiudiamo l’attività», dice Andrea Margini, attuale gestore della struttura, ultimo discendente di una famiglia che dalla metà del secolo scorso ha portato avanti con passione un’attività che negli ultimi anni ha rappresentato soprattutto un servizio al territorio. Le luci in sala si sono accese per l’ultima volta il 24 dicembre dello scorso anno, il giorno in cui scomparve Maria, la madre di Andrea: da quel momento il cinema è stato chiuso per lutto, poi per la pausa invernale e adesso dopo undici mesi di attesa, la decisione di chiudere definitivamente. «Per me è un pezzo di vita che si conclude – continua Andrea, che ha ufficializzato la sua decisione con un post sui social – ci sono voluti 11 mesi, il tempo che è passato dall’ultimo spettacolo del 24 dicembre scorso: sono stati mesi nei quali mi sono detto: “E ora? Come faccio a dirlo?”. Soprattutto adesso che si avvicinano le feste e in tanti mi hanno scritto: “Quando apri?”. Per me – aggiunge – il cinema Roma non ha mai rappresentato un lavoro, faccio altro nella vita (è geometra, ndc) ma è stata una passione che mi è stata trasmessa da miei genitori. Il cinema non è un’attività “normale” ma è un luogo dove ci si attendono emozioni, risate, pianti, socializzazione, amicizie».

La storia

La gestione della famiglia Margini è durata 70 anni, dalla nonna Artemia fino al padre Ado e alla madre Maria il cinema Roma ha rappresentato un punto sicuro di socializzazione e di intrattenimento per la frazione ma più in generale per tutto il territorio delle Colline Metallifere; basti pensare al periodo in cui, per esempio, Follonica si è trovata per qualche anno senza una sala cinematografica con la struttura gavorranese che era diventata punto di riferimento anche per la città del Golfo. «Il cinema è un’attività che ha bisogno di attenzione e manutenzione continua – dice ancora Margini a Il Tirreno – L’abbiamo sempre fatta e mantenuto la sala più moderna possibile, negli ultimi anni tutti gli utili del cinema erano destinati al rinnovamento, senza un euro di guadagno. Con le nuove tecnologie, che abbiamo sempre seguito e alle quali ci siamo adeguati, un guasto o un imprevisto può costare anche diverse migliaia di euro: quello che ci spaventa è soprattutto il futuro e il rischio di non stare al passo, chiudere è una scelta che ci addolora e ci dispiace ma che è stata ragionata nel tempo perché forse tenere aperto poteva anche essere peggio».

La fine di un mito

Impossibile proseguire con le proprie forze ma impossibile anche permettersi dei dipendenti: «La volontà di andare avanti soprattutto per la passione c’era ma rischiava di essere un’imposizione, anche per mia sorella Giovanna in questo periodo abbiamo fatto tante cose, era più un servizio per la comunità e per il territorio perché nei piccoli paesi non c’è ritorno economico ma di base c’era solo la passione e l’amore per il cinema, una presenza che c’è sempre stata e che ho vissuto in tutta la sua evoluzione; se penso al passato le immagini che mi vengono in mente sono le sedie di legno, i semi tostati, i lupini nel cartoccio di carta gialla, le nuvole di fumo, i veglioni degli anni Settanta, le manifestazioni e i saggi sul palco, le notti passate a smontare i film prima del digitale perché la mattina la pellicola doveva rientrare a Firenze. Il cinema è principalmente socializzazione e portatore sano di emozioni, per questo ci pesa molto questa decisione ma come per tutte le cose nella vita c’è un inizio e una fine». Una fine che non era arrivata nemmeno con la pandemia ma che adesso il passare del tempo ha reso ufficiale. «Spero – conclude Margini – che la gente non perda l’abitudine di frequentare il cinema. Voglio ringraziare mia nonna Artemia, mio babbo Ado, mia mamma Maria e mia sorella Giovanna per tutto il tempo che hanno dedicato al Cinema Roma e tutti gli spettatori e gli amici che in questi lunghi anni hanno frequentato la nostra sala».

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