Il Tirreno

Grosseto

Cavallo incatenato e maltrattato trova famiglia grazie ai volontari

di Elisabetta Giorgi
In foto uno dei cavalli del Country Paradise
In foto uno dei cavalli del Country Paradise

Tenuto legato in una sorta di discarica è stato salvato e portato al Country Paradise

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GROSSETO. Lo tenevano in catene, intrappolato e maltrattato. L’animale – recentemente scoperto in pessime condizioni dalle forze dell’ordine in una proprietà privata della provincia – è stato sequestrato, salvato e portato in una fattoria a Grosseto, il Country Paradise sulla strada Aurelia Antica, dove un gruppo di volontari si batte ogni giorno, a proprie spese, per restituire una nuova chance a tanti animali.

In prima fila è Daniela Vignali, ingegnera ambientale (oltre che amministratrice: è assessora del Comune di Manciano), che lavora a fianco di Rossella D’Abbraccio.

Entrambe anima, mente e cuore di questa speciale avventura, aiutate da mariti e figli: in tutto è di 9 persone lo zoccolo duro che opera in 20 ettari e accudisce a proprie spese circa 200 esemplari tra cavalli, pecore, somari, galline o gatti, una decina dei quali provengono da situazioni di maltrattamenti. Tra gli altri, ecco approdato in quest’oasi di pace – da poco – un bellissimo cavallo che pareva condannato al martirio.

Incatenato

«Un giorno – racconta Vignali – ci chiamano in fretta e furia e ci segnalano questo animale, che poi viene portato qua da noi e ora sta bene: a un certo punto è stato visto vagare per strada. Chi lo vede lo segnala alle forze dell’ordine che risalgono a colui che lo tiene in custodia. Glielo riportano, salvo poi scoprire in quali condizioni viene tenuto». Il luogo è una sorta di discarica, c’è «un cane chiuso dentro un bidone, e poi c’è questo povero cavallo tenuto in catene in un lembo di terra, vicino a materassi». Legato, maltrattato. «Viene chiamata l’Asl e ce lo portano qua». Il cavallo conquista una seconda vita al Country Paradise. Dopo iniziali timidezze eccolo diventare uno dei personaggi di punta della fattoria, con il suo manto magnifico e i suoi occhi lucenti. Mangia e si gode la natura, sta bene. Vive.

Pieno di zecche

Nella fattoria c’è un pony proveniente da un circo italiano. Com’era tenuto? «Quando è arrivato qua aveva più zecche che peli – spiega Vignali – Il suo membro maschile era un tutt’uno con i parassiti. Gliene abbiamo tolti 300. Anche la criniera: era impossibile strigarla e abbiamo dovuto rasarla a zero». Adesso l’animale è sereno in compagnia di tanti altri animali. Qualcuno maltrattati al limite della tortura, lasciato da solo al buio, pieno di insetti, condannati al macello e salvato dalla morte.

La mucca highlander

Mumù è una mucca highlander, razza bovina originaria della Scozia. Affettuosa. E che poteva non nascere. «Un giorno ci hanno chiamato e ci hanno detto che c’erano questi animali di cui volevano disfarsi: c’erano un toro, una vacca incinta e una vitellina. Quello che avremmo preso noi bene, il resto sarebbe andato al macello. Dunque? Abbiamo preso tutto in blocco». Ecco in salvo Mumù (nata da 3 mesi e che Rossella si coccola come fosse una bambina, dandole il latte col biberon), ma anche la mamma e il babbo Alvaro.

Pecore sbranate

Nella Maremma che combatte la piaga delle predazioni – gli attacchi dei lupi alle greggi nei cortili degli allevatori – ci sono anche i “miracolati”. Sono gli ovini sopravvissuti agli sgozzamenti, orfani di genitori uccisi.

In un recinto che accoglie pecore e caprette nane («queste le abbiamo allattate noi, ora sono vere e proprie macchine da guerra per i nostri progetti sulla disabilità»), c’è un esemplare dolcissimo (Michelina) che appena ti vede ti salta al collo e la cui mamma è stata sbranata da un predatore. «Era rimasta diversi giorni in un campo, da sola; sopravvissuta, ci è stata portata qua. Era mezza mangiata dai vermi, perché aveva preso un morso da un lupo».

Polli e galline

In un recinto saltella anche un gruppo di galline e polli, inseriti all’interno di un progetto per le scuole. «A tanti bambini che frequentano l’associazione – spiega Daniela Vignali – abbiamo chiesto di disegnare un pollo per capire come lo vedevano. Loro ci hanno disegnato un “plateau” di quelli del supermercato: una scodella di plastica con i cosci dentro. Abbiamo capito che c’era una discrepanza tra il mondo degli animali e il mondo dei bimbi, nel senso che loro vedevano il pollo solo come alimento. Abbiamo costruito un progetto: “La gallina va in classe” (cofinanziato dall’8x1000 della chiesa valdese) e portato gli incubatori nelle scuole per far capire come anche gli animali vadano rispettati. I bambini hanno scoperto il ciclo della vita. Sono impazziti dalla gioia, così come le famiglie, le scuole: hanno scoperto un mondo, che si porta dietro una serie di valori».

La filosofia

È il rispetto la parola cardine «Anche noi tutti gli anni a Pasqua “ci facciamo” l’agnello, nel senso che lo prendiamo, lo alleviamo e lo coccoliamo. Ogni anno ne arriva uno, abbiamo anche la pecora nera», sorride Daniela.

Sono forse gli equini l’emblema di questo paradiso dove confluiscono destrieri sfortunati, maltrattati e pronti a rinascere. I pony arrivano tutti da situazioni di maltrattamento; poi ci sono «questi cavalli che non avevano più le caratteristiche per stare in “società” e avere le performance richieste dall’uomo, quelle sportive e fisiche come vengono intese nella nostra comunità. Noi li prendiamo e loro diventano protagonisti di azioni sociali bellissime con cui aiutano i più deboli. Organizziamo progetti di inclusione e loro catalizzano un’energia positiva incredibile. Per tutti i ragazzi che vengono qua da noi con problemi di fragilità e disabilità, si accende una magia. Ogni volta – dice Vignali – quando ci penso mi commuovo perché qua gli animali assaporano davvero la mano buona dell’uomo, ritrovano la fiducia, hanno la fortuna di avere una seconda possibilità e crescono tra baci e carezze». Tra loro c’è anche Malva, ermafrodita mezzo maschio e mezza femmina, che «era in un allevamento per fare il latte d’asina ma aveva caratteristiche genetiche anche maschili». Non serviva più. «Adesso sta da noi». Qua dove vige l’armonia e le differenze si annullano «noi riceviamo da loro grandi lezioni di vita. Questi animali ci hanno insegnato cos’è il rispetto dell’altro, che spesso gli esseri umani neppure sanno cosa sia». La morale di tutto questo? «Mettersi insieme è un inizio, iniziare a lavorare insieme un progresso, continuare a lavorare insieme un successo. Quello che facciamo noi è davvero un miracolo». Parola di Daniela Vignali e del suo braccio destro Rossella, senza la quale nulla di tutto questo accadrebbe. «Andiamo avanti cercando di sovvenzionarci con i bandi».

Chi vuole può aiutare l’associazione Oikos e il Country Paradise.

L’Iban è IT71 Z0885172321000000048356.l

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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