Commercio
Addio a “Mirella”, ex maestra e moglie del gioielliere Cocchia
Grosseto, è stata anche direttrice della Standa: lascia due figli e due nipoti
GROSSETO. È morta a 81 anni Maria Grasso, ex insegnante, commerciante e vedova del gioielliere Antonio Cocchia. Malata da tempo, lascia i due figli Vittorio e Giada e i nipoti Tancredi e Guglielmo.
I funerali avranno luogo domattina alle 10,30 nella cappella del cimitero della Misericordia, in via Aurelia nord a Grosseto.
Maria – per tutti “Mirella” – aveva avuto una vita piena di interessi e cose da fare. Nata a Reggello (provincia di Firenze) da genitori originari di Gavorrano, nel dopoguerra era tornata con la famiglia in Maremma e si era stabilita con loro a Grosseto studiando, ed entrando fin da giovane nel mondo del lavoro. Subito dopo le scuole magistrali era diventata maestra elementare a Grosseto e Castiglione della Pescaia lasciando ottime tracce nei suoi allievi. «Benché non avesse insegnato per un periodo lunghissimo, tanti ex studenti se la ricordano ancora», dice il figlio Vittorio.
Poi era diventata direttrice della Standa. «All’epoca il negozio, non ancora grandissimo prima del trasferimento a palazzo Cosimini, era in via Roma». Non enorme, aveva comunque in organico diversi dipendenti che Mirella come direttrice sapeva gestire molto bene. Lavorò lì fino al 1975, per poi restare gli anni successivi nel mondo del commercio come titolare di un negozio di tappeti in via Fiume. Nel frattempo aveva conosciuto Antonio Cocchia, con il quale era convolata a nozze nel 1974 e diventato nel tempo un affernato gioielliere. Anche lui, all’epoca, aveva il suo negozio di preziosi in via Roma. E fu proprio quella strada probabilmente ad aver fatto da collante per la loro unione, tanto che le nozze furono celebrate in una chiesetta sempre in via Roma.«Tra pochi giorni, il 27 ottobre, babbo e mamma avrebbero festeggiato 50 anni di matrimonio», racconta il figlio Vittorio.
Il padre Antonio Cocchia è venuto a mancare nel 2021; la mamma Mirella lo ha raggiunto ieri, a tre anni di distanza. Il figlio ne traccia un ricordo commosso. «Mamma era una donna piccola ma con un corpo molto femminile. Era coraggiosa, aperta, forte e affabile». E sono in tanti che non la dimenticheranno. Un abbraccio dalla redazione del Tirreno.
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