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Grosseto

La vicenda

Grosseto, 90enne morì urtata dall’auto in manovra nel parcheggio del supermercato: la conducente patteggia

di Pierluigi Sposato
Il parcheggio nel quale avvenne l’incidente
Il parcheggio nel quale avvenne l’incidente

I familiari della vittima sono stati risarciti dalla compagnia: applicata la sanzione amministrativa della sospensione della patente per quattro mesi

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GROSSETO. Investita nel parcheggio, era morta durante i soccorsi. Una manovra in retromarcia, con la conducente che non si era avveduta del passaggio della donna. Un urto lieve, ma la caduta non aveva lasciato scampo a Carla Grazzini, 90 anni. Per quell’incidente avvenuto il 19 ottobre 2023 nel parcheggio del supermercato Carrefour di via Scansanese, una donna di 60 anni ha patteggiato la pena all’udienza preliminare. Una pena ridotta perché il giudice ha evidenziato appunto che la velocità del mezzo era modesta.
Monica Breschi, assistita dall’avvocata Martina Ciarpi, ha concordato con la Procura della repubblica una pena di 8 mesi, ritenuta congrua dalla giudice Cecilia Balsamo. Omicidio stradale era l’accusa mossa a conclusione degli accertamenti della polizia municipale, per la violazione dell’articolo 154 del Codice della strada, quello che regola le manovre.

L’imputazione

Secondo l’imputazione, Breschi era alla guida di una Smart Fortwo e stava effettuando una manovra in retromarcia per uscire dallo stallo di sosta in si trovava parcheggiata l’auto, uno stallo situato all’interno del parcheggio privato di uso pubblico. Grazzini in quel momento stava passando dietro l’auto che si era appena messa in movimento, Breschi non se n’era accorta, l’anziana era finita a terra a causa dell’urto. Una frattura alla testa e la connessa emorragia erano state fatali. I soccorsi erano intervenuti immediatamente ma purtroppo per la signora Carla non c’era stato più nulla da fare. Era stato allarmato anche Pegaso 2, perché l’eliambulanza avrebbe dovuto poi portare l’infortunata al policlinico delle Scotte di Siena: purtroppo era sopraggiunto il decesso proprio mentre Carla Grazzini veniva fatta salire a bordo. L’incidente era avvenuto intorno alle 10,30, la morte era sopraggiunta circa un’ora dopo.

La consulenza tecnica

La consulenza tecnica fatta svolgere dalla Procura aveva evidenziato che si era trattato di un urto non violento, perché la Smart aveva tenuto una velocità modesta in quella circostanza; le conseguenze fatali erano da ritenersi riconducibili in misura maggiore all’età avanzata della vittima e alle sue condizioni di salute. Per questo motivo sono state concesse all’imputata le attenuanti generiche. La giudice ha valutato positivamente anche il fatto che la compagnia assicuratrice della conducente ha risarcito i familiari, che nel procedimento erano seguiti dall’avvocata Cecilia Dragotta. Tutti questi elementi, unitamente alla scelta del rito alternativo che comporta la riduzione di un terzo, hanno comportato la definizione della pena in otto mesi. La pena è stata sospesa ed è stata anche concessa la non menzione. E’ stata applicata la sanzione amministrativa della sospensione della patente per quattro mesi.

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