Conto svuotato con 6 bonifici, 50enne di Grosseto truffata e rimborsata
La donna è stata ingannata da un finto operatore della banca
GROSSETO. Vedersi svuotare il conto dopo 6 bonifici mai disposti per un totale di 742 euro. È successo a Grosseto, dopo che una correntista di 50 anni ha ricevuto prima un sms che sembrava provenire dalla chat della banca e poi anche una telefonata (truffaldina) che pareva provenire dalla stessa banca. Sono seguiti 6 bonifici lampo da lei mai ordinati e che le hanno azzerato il conto corrente in cui aveva depositato i suoi risparmi. Una storia che dopo un anno per fortuna è finita bene, ma che ancora una volta insegna a stare in guardia sulle comunicazioni farlocche giunte da sedicenti operatori bancari. Ne dà conferma Confconsumatori, che ha seguito il caso per conto della truffata ottenendo ragione dinanzi all’Arbitro bancario di Bologna.
La storia
La storia risale a fine settembre 2023 quando la signora che manteniamo anonima – titolare di un conto presso un istituto di credito – riceve sul proprio cellulare un messaggio, “in coda” ad altri provenienti dalla sua banca, e dunque all’apparenza spedito proprio dalla banca.
Il messaggio contiene un link e le istruzioni per la compilazione di un modulo «per evitarle il blocco della carta di credito», come le viene fatto credere.
La 50enne segue tutte le indicazioni impartite via sms; a stretto giro riceve poi anche una telefonata da un sedicente operatore della stessa banca, che per mettere a punto la pratica la induce a comunicargli i pin via telefono. «Deve disinstallare l’app della nostra banca – le dice il falso bancario – e comunicarci i codici che riceve sul suo cellulare». La donna pensa così di evitare il blocco disinstallando l’app per poi reinstallarla, ma in realtà non fa che fornire le credenziali a un falso operatore bancario.
Una richiesta che del resto le appare del tutto credibile, essendo iniziata con un sms nella messaggistica della banca.
Pochi giorni dopo, andando all’istituto di credito, la signora appura di essere stata vittima di una truffa.
Sei bonifici
A sua insaputa, nello stesso giorno, erano stati disposti 5 bonifici da lei mai richiesti da 130 euro l’uno a favore di un destinatario sconosciuto, più un sesto bonifico istantaneo a favore di un altro destinatario, dell’importo di 92 euro. Il totale è di 742 euro. Soldi spariti dal suo conto con 6 bonifici a due beneficiari diversi.
La donna blocca la carta e denuncia il furto/truffa alle autorità competenti, trasmettendo alla propria banca apposita comunicazione di disconoscimento delle transazioni fraudolente e chiedendo il rimborso dell’intera somma.
La banca resiste
L’istituto di credito tuttavia oppone resistenza: le operazioni contestate dalla correntista a suo dire sarebbero del tutto disposte correttamente e a fronte di autenticazione con inserimento del codice segreto e quindi lei sarebbe incorsa in “colpa grave” in quanto ha cliccato sul link contenuto nel messaggio truffaldino inserendo i dati richiesti, «nonostante le tante campagne informative della banca per prevenire queste ormai diffuse tipologie di truffa».
Per sua stessa ammissione, inoltre, la stessa correntista averebbe anche seguito le istruzioni impartite dal sedicente operatore antifrode consentendo allo sconosciuto di mettere a segno la truffa. Insomma, la banca a fronte della richiesta di rimborso risponde che le transazioni contestate sono del tutto regolari e che sono passate attraverso fattori di “autenticazione forte”.
Il ricorso
La correntista si rivolge così a Confconsumatori – conferma l’associazione contattata dal Tirreno – che avviando il ricorso all’Arbitro bancario riesce invece a ottenere il rimborso. Dopo un anno. Come spiega l’associazione, «l’arbitro bancario attivato dallo sportello grossetano di Confconsumatori ha stabilito con decisione 97784 del 16 settembre che la banca non è riuscita a documentare da quale device siano partiti gli ordini di bonifico e con quale password siano stati finalizzati, ricordando che trattandosi di bonifici online le operazioni devono essere svolte mediante autorizzazione a 2 fattori forti conosciuti dal solo cliente bancario».
Il Collegio ha disposto che la banca debba restituire l’importo complessivo di 742 euro alla truffata, e versare alla Banca d’Italia 200 euro come contributo alle spese della procedura.«Stiamo seguendo da vicino molti casi in materia di repressione e prevenzione delle frodi bancarie on line - chiude l’associazione - Gli interessati possono rivolgersi a noi telefonando al numero 0564 417849 o scrivendo a grosseto@confconsumatori.it».
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