Giannutri, collisione fra due imbarcazioni. Legambiente: «Isola presa dall’assalto, ormai sembra di essere a Rimini» – Video
Legambiente sollecita provvedimenti dopo l’incidente di Ferragosto
GIANNUTRI. Il traghetto della Maregiglio e un charter che fa il giro delle isole, il giorno di Ferragosto, sono entrati in collisione all’isola di Giannutri, a Cala Maestra.
Il charter aveva appena scaricato un gruppo di turisti e nella manovra per andare via, forse per il vento, forse per la presenza di una barca a vela, è andato a sbattere contro il traghetto. Non ci sono stati feriti. Saranno le autorità competenti a capire la dinamica e le eventuali responsabilità. Nel frattempo i comandanti delle due imbarcazioni hanno fatto la denuncia di evento straordinario come accade in questi casi e la Capitaneria di porto attiverà l’inchiesta amministrativa di rito.
Giannutri, il 15 agosto, nonostante un’allerta gialla sull’Arcipelago toscano è stata presa d’assalto dai turisti. A questo proposito Legambiente Arcipelago toscano chiede che l’isola diventi a numero chiuso. L’associazione ambientalista parte proprio dalla collisione.
«La mattina del 15 agosto il traghetto della Maregiglio e un charter che fa il giro delle isole, scaricano a Cala Maestra oltre un migliaio di persone, probabilmente in gran parte ignare di dove fossero davvero arrivate e forse anche di essere nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, cercavano un po’di refrigerio in un’isola fragile e piccola, ma dove sembrava di essere a Rimini. Molti portavano ombrelloni pensando di potersi riparare dal sole ma sull’Isola non esistono spiagge se non 2 piccolissime cale sassose. La piccola spiaggia di Cala Maestra è stata – come avviene abitualmente durante il picco estivo – così invasa da centinaia di persone che una sull’altra cercavano di raggiungere l’acqua, anziani che cercavano di ripararsi dal sole bollente sotto qualche cespuglio. In una situazione di sovraffollamento come questa il pericolo di sentirsi male o di farsi male è molto alto ma questo sembrerebbe non interessare molto a che gestisce e organizza questo assalto caotico. Come non sembrerebbe interessare a nessuno il fatto che siamo all’interno di un Parco Nazionale e nel Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos, in una Zona di protezione speciale e zona speciale di conservazione dell’Unione europea. La pressione antropica che subisce Giannutri nel periodo estivo non può essere sopportata dal fragile ecosistema dell’isola. I pericoli per il suo mare e per le persone sono sempre presenti».
Legambiente parla di «situazione fuori controllo». «Non è più possibile consentire l’arrivo ogni giorno di migliaia di persone su un’isola senza spiagge e servizi. Giannutri è invasa e i controlli sono chiaramente insufficienti. Se davvero si vuole tutelare un’isola teoricamente protetta a terra e a mare è arrivato il momento che a Giannutri venga stabilito un numero chiuso, così come si fa in altre isole e luoghi delicati d’Italia, sia in zone protette che non. Non esiste alcuna ragione per non farlo. Si deve proteggere l’ambiente di Giannutri e tutelare le persone che vogliono usufruirne. Chiediamo quindi al Comune dell’Isola del Giglio, al Parco Nazionale e al Ministero dell’ambiente di porre fine a quest’assalto che viola gli stessi principi della legge sulle aree protette e ogni regola e accordo sullo sviluppo sostenibile. Chiediamo di avviare subito l’iter per l’istituzione del numero chiuso, solo così sarà possibile proteggere Giannutri e consentire alle persone che la vogliono visitare, potere godere delle sue bellezze e facendolo in totale sicurezza. L’overturism agostano mordi e fuggi non è l’alternativa, è il danno».
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