Blackout Argentario, parte la class action: pesce buttato, frigoriferi bruciati e scontrini fermi
Gli imprenditori sul piede di guerra: cosa serve per fare richiesta e avere i soldi dei danni subiti
ARGENTARIO. Il blackout dell’Argentario sembra essere alle spalle la mattina del 16 agosto ma la battaglia legale è cominciata ora. L'associazione Aipe (Associazione imprenditori Porto Ercole) ha intenzione di promuovere una class action (nel paragrafo successivo la spiegazione di cosa si tratta). Ha già diffuso ai propri associati un vademecum. Due giorni di buio che hanno messo a dura prova la pazienza di tutti, in particolare di chi ha un’attività e ha dovuto fermare tutto o quasi. Costretti a fare i conti con i danni causati e non si tratta del semplice indennizzo per le interruzioni prolungate che Arera provvederà a dare in automatico. No, i danni sono altri e più pesanti: chi ha buttato il pesce che doveva cucinare, chi i frigoriferi saltati e bruciati, chi non ha potuto fare gli scontrini. Ogni attività manderà una richiesta per essere risarcito.
Cos’è la class action
La class action è un'azione legale collettiva in cui un gruppo di persone con interessi comuni si unisce per intentare una causa contro una parte, generalmente un'azienda, per ottenere un risarcimento o una soluzione legale per danni subiti.
Cosa bisogna avere per chiedere il risarcimento
1. Documentazione generale.
Dettagli del Blackout: annotare la data, l'ora di inizio e la durata esatta del blackout.
Comunicazione Ufficiale: conservare ogni comunicazione ricevuta dal fornitore di energia riguardante il blackout.
2. Documentazione delle perdite alimentari.
Lista degli alimenti buttati: preparare un elenco dettagliato degli alimenti gettati, specificando la quantità, il tipo di alimento e il costo stimato.
Fotografie: scattare fotografie degli alimenti deteriorati, possibilmente con indicazione della data sulle foto.
Rapporto di smaltimento: ottenere un documento da un ente autorizzato che attesti il corretto smaltimento degli alimenti avariati. Questo documento deve specificare che il cibo è stato gettato a causa delle elevate temperature e della mancanza di refrigerazione per molte ore.
3. Documentazione di supporto.
Certificato di perdita di energia: richiedere al proprio fornitore di energia elettrica un certificato che attesti la mancanza di energia e la sua durata.
Documentazione sanitaria: se disponibile, conservare documenti di enti sanitari che dichiarano l'inidoneità degli alimenti al consumo a causa della mancanza di refrigerazione.
4. Documentazione finanziaria.
Fatture di acquisto: conservare le fatture di acquisto degli alimenti che sono stati buttati.
Prova di pagamento: mantenere le prove di pagamento per gli alimenti smaltiti.
Stime di perdita: preparare una stima dei ricavi persi a causa della chiusura del locale.
5. Procedura di richiesta di risarcimento.
Contatto con il fornitore di energia: fare inviare da un legale una richiesta di risarcimento al fornitore di energia, allegando tutta la documentazione raccolta. In caso di mancato pagamento spontaneo del fornitore elettrico sarà necessaria un'azione legale in Tribunale, se del caso anche una class action tutti insieme.
Assicurazione: se la propria attività è coperta da assicurazione contro le interruzioni di corrente, contattare l’assicurazione e presentare la richiesta di risarcimento seguendo le loro procedure.
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