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Autovelox “trappola” a Campagnatico, si allarga la polemica: cosa si contesta

L’autovelox fotografato due giorni fa
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L’autovelox fotografato due giorni fa

L’associazione di polizia locale propone un’alternativa. Interviene anche un nostro lettore

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CAMPAGNATICO. Dopo l’articolo con cui Il Tirreno segnalava la presenza di un nuovo autovelox mobile sulla Ss223 “di Paganico”, con relativa polemica sollevata dal capogruppo di opposizione Luca Grisanti, non sono tardati ad arrivare commenti e prese di posizione.

Tra queste ultime spicca quella di Anvu (l’Associazione professionale polizia locale d’Italia) , che per penna del suo portavoce nazionale e commissario regionale Luciano Mattarelli, comandante emerito del Corpo di polizia locale di Orte ribadisce: «Visto che questa materia (quella delle postazioni di rilevamento della velocità, ndr) comporta il dover emanare decreti, circolari, pronunce di magistratura a chiarimento, quasi ormai mensilmente e questo modus, (almeno sembra) non riesce mai a risolvere la vexata quaestio, visto che la percezione di gran parte della popolazione (giusta o sbagliata che sia non sta a noi giudicare) ritiene l’impiego dell’autovelox, specialmente da parte di piccoli comuni, quale mezzo per “fare cassa”, la scrivente ha proposto di consentire l’uso dello strumento di rilevazione della velocità denominato telelaser».

Anvu sottolinea che lo strumento, a differenza del tradizionale autovelox, comporta la presenza della pattuglia e la contestazione immediata all’autoveicolo fermato. L’Associazione ha proposto di consentire l’uso di questo strumento solamente ai Comandi che svolgono servizio 24 ore su 24, che svolgano tutti servizi di polizia stradale comprensivi del rilievo dei sinistri stradali, dei controlli etilometrici, dei controlli del rispetto dei tempi di guida degli autotrasportatori, il possesso dei requisiti di legge per la circolazione dei veicoli, in particolare le marmitte rumorose e tutte le altre norme di comportamento previste dal codice stradale.

Secondo la valutazione di Anvu, quindi, «chi vuol fare i controlli della velocità deve usare esclusivamente il telelaser e svolgere servizio di pattuglia 24 ore su 24. Per i piccoli Comuni questo può avvenire unendo i vari rispettivi Comandi in un Corpo di polizia locale unico».

In estrema sintesi: i controlli si possono fare senza necessariamente “far cassa”.

La pensa così anche il nostro lettore Sergio Mannucci, che – correttamente – ci ricorda che il peculiare rapporto fra Campagnatico e gli autovelox «va avanti da tanti anni, addirittura da prima che venisse completata la superstrada», e muovendo dalla recente esperienza personale (il tutor a 90 chilometri orari su un tratto in discesa della Grosseto-Siena a due corsie), infine – scusandosi anticipatamente – si lascia andare a uno sfogo: «Capisco che per questi piccoli comuni (l’autovelox, ndr) sia un importante introito ma le multe dovrebbero andare a efficientare la viabilità e non i cimiteri comunali come mi rispose, diversi anni fa l’allora sindaco di Campagnatico, portando come scusante che i suoi cittadini (essendo quasi tutti agricoltori) non pagavano l’Imu e con tre cimiteri da amministrare era difficile trovare le risorse».

Il dibattito prosegue.

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