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Sos ambiente: il caso

Pesci morti e cattivi odori, la laguna di Orbetello vittima delle “solfaie”: cosa sono e quali danni provocano

di Ivana Agostini

	Pesci morti nella laguna di Orbetello
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Pesci morti nella laguna di Orbetello

La spiegazione del biologo Mauro Lenzi: «E per il momento dobbiamo ritenerci fortunati, vi spiego perchè»

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ORBETELLO. Un odore nauseabondo che arriva fino allo Scalo e che costringe molte persone a camminare tappandosi il naso, soprattutto nella zona del parcheggio di ponente. Pesci morti che vengono spinti verso le sponde della laguna, sempre a ponente, e anguille e orate che, letteralmente, piovono dal cielo lasciate cadere dal becco dei gabbiani.

Cosa sta succedendo

Siamo a Orbetello e questi sono alcuni degli effetti delle “solfaie” (sono chiamate così dai pescatori lagunari) che si stanno verificando in laguna. Siamo a luglio e ogni anno c’è il timore che lo specchio d’acqua collassi. «In termini tecnici – spiega il biologo Mauro Lenzi del Laboratorio di Ecologia lagunare e acquacoltura – si stanno verificando delle distrofie. Il meccanismo consiste essenzialmente nell’aggressione dei batteri anaerobici del sedimento alla materia organica, che fa da “combustibile” a questo processo. La demolizione anaerobica della materia vegetale comporta la liberazione di ammoniaca e di idrogeno solforato, due gas tossici. Quest’ultimo risalendo dal sedimento lungo la colonna d’acqua si ossida a zolfo colloidale impartendo la colorazione bianco-giallastra alle acque. Questo processo può cominciare a partire da 25-26°C, ma in tal caso sarebbe silente, difficilmente ce ne accorgeremmo, se non con gli strumenti. Sono le temperature superiori a 30°C che fanno partire il processo anaerobico (che si chiama solfato-riduzione) in maniera rapida ed esponenziale».

E potrebbe andare peggio

Nonostante l’odore e i pesci morti che, in realtà, erano attesi, la situazione non è del tutto catastrofica solo perché, in questi giorni, a Orbetello, soffia il maestrale. «Dobbiamo ritenerci ancora fortunati di avere prevalenza di venti dai quadranti occidentali, che consentono un abbassamento notturno della temperatura – dice il biologo – Di notte la temperatura delle acque è stata di 28°C contro 32°C durante la fase più calda del giorno. Questo scambio termico tra acqua e atmosfera è fondamentale, anche se qualche danno sarà inevitabile. Un vento umido come lo scirocco non consentirebbe questo scambio e si andrebbe verso una crisi distrofica molto più intensa. Per i prossimi 10 giorni le previsioni danno prevalenza di venti occidentali, speriamo siano previsioni veritiere».

Le reazioni politiche
Sulla situazione della laguna interviene anche Matteo Porta, segretario dei Giovani democratici. «La situazione della laguna si avvicina progressivamente a un punto di non ritorno. Il peggioramento delle condizioni cui stiamo assistendo si palesa nell’odore nauseabondo che inebria ogni strada della nostra città, penetrando sino all’interno delle abitazioni e da una particolare colorazione delle acque che non preannuncia certo qualcosa di positivo. È di poche ore fa – aggiunge – la comparsa su alcuni social di foto che mostrano come già alcuni pesci siano in sofferenza e addirittura siano morti. L’anossia, il surriscaldamento delle acque e la conseguente eutrofizzazione non sono certo e purtroppo una novità per la nostra laguna, ma ciò che più preoccupa è il perenne immobilismo delle nostre istituzioni, annichilite da incompetenza e mancanza di volontà nell’approcciarsi al tema come a qualcosa di vitale per l’intera nostra comunità, in cui occupazione, turismo e l’economia sono legati a doppio filo alla questione laguna. Per quanto tempo ancora dovremmo affidarci al dio Eolo?».

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