Il Tirreno

Grosseto

La tragedia

Manciano, Nicolò e il malore fatale mentre faceva il bagno nel fiume: aveva perso il fratello da poco


	Nicolò Manente
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Nicolò Manente

Il tabaccaio 45enne era sparito dal giorno prima. Grande tifoso del Milan, era un grande appassionato di moto

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MANCIANO.Un malore fatale mentre stava facendo il bagno nel fiume Fiora ha ucciso Nicolò Manente, tabaccaio mancianese di 45 anni. L’allarme per la scomparsa era scattato nel paese di Manciano dal tardo pomeriggio di mercoledì quando Manente, che lavorava nella tabaccheria di famiglia in via Gramsci, aveva fatto perdere le sue tracce da diverse ore.

Le ricerche avviate dai carabinieri e dai vigili del fuoco nella zona del fiume Fiora, a Ischia di Castro, al confine tra Lazio e Toscana avevano portato, durante la notte, al ritrovamento dell’auto sulle rive del fiume, in una località dove l’uomo amava spesso andare a fare il bagno. Vicino alla macchina era stato trovato il suo cane. A cercare Nicolò c’erano anche i suoi amici più cari che conoscendo il suo amore per il fiume si sono diretti subito lì.

Le ricerche sono proseguite per tutta la notte finché ieri mattina alle prime luci dell’alba i vigili del fuoco hanno rinvenuto il corpo del 45enne ormai senza vita. La salma è stata poi recuperata e i carabinieri hanno effettuato i primi accertamenti. Ieri mattina la notizia del ritrovamento di Nicolò ormai senza vita e si è diffusa per tutto il centro abitato di Manciano lasciando la comunità sbigottita.

Il tabaccaio, circa un mese e mezzo fa, aveva perso il fratello morto dopo una lunga malattia. Il pensiero dei mancianesi è andato a Nicolò e a suo fratello ma anche ai loro genitori che stanno facendo i conti, nell’arco di pochissimo tempo, con due gravissime perdite. «Nicolò – racconta la consigliera comunale Valeria Bruni – aveva due grandi passioni, il Milan e la moto. Amava poi moltissimo gli animali e il fiume Fiora che per lui, in estate, era un punto di riferimento. Si ritrovava con gli amici e insieme trascorrevano momenti spensierati. Era un luogo in cui lui era cresciuto e dove ogni anno, all’arrivo dell’estate, lui amava andare».

Il padre di Nicolò, Vittorio, è una persona molto nota a Manciano non solo perché ha la tabaccheria ma anche perché in passato aveva ricoperto il ruolo di assessore comunale. La salma del quarantacinquenne è stata composta nell’obitorio del cimitero di Manciano. La famiglia ha scelto di non fare il funerale. Non appena saranno espletate tutte le pratiche burocratiche il feretro sarà portato a Grosseto per la cremazione. Ieri tutti gli amici di Nicolò hanno scritto messaggi di cordoglio anche sui social. Era un uomo molto conosciuto e ben voluto.

«Con chi scherzerò adesso?» scrive una sua amica. «Voglio ricordarti così dopo un giro in moto, una passione che condividevamo insieme al Milan». Un intero paese si è stretto intorno alla famiglia per ricordare e piangere il 45enne, strappato troppo presto alla vita.  

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