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Ospedale di Grosseto, cambia tutto: segnaletica, fotovoltaico e “ranch” a pagamento
Arriva anche la realtà aumentata per orientarsi tra i reparti. Così è destinato a cambiare il Misericordia: traguardo 2025
GROSSETO. È l’alba di una nuova era per la mobilità (intesa come somma fra logistica e viabilità) al Misericordia. Dentro e fuori dall’ospedale, infatti, sono pronte o in arrivo novità che riguardano da vicino i pazienti e le loro famiglie; tutte con le migliori intenzioni, anche se una in particolare potrebbe risultare “indigesta”.
La prima riguarda la cartellonistica interna appena rinnovata. «Abbiamo atteso che la pandemia si concludesse per procedere con il progetto della nuova cartellonistica», premettono Michele Dentamaro, direttore del presidio ospedaliero, e Nicola Falco, direttore dell’area dipartimentale gestione contratti servizi e farmaceutica: «La pandemia aveva cambiato la geografia del presidio sanitario, con spostamenti dei reparti che erano stati segnalati con un sistema “artigianale”», aggiunge Falco, e spiega: «Alcuni giorni fa abbiamo ultimato la fase 1 del rinnovamento della cartellonistica: insegne, tabelle e totem che indicano con chiarezza i percorsi principali, distinti e identificati per colori e lettere». Chi si è trovato di recente a doversi orientare all’interno del Misericordia ne avrà avuto conferma: percorso A in rosa, B in arancione, C in azzurro e via discorrendo.
«La fase 2, invece, si concluderà (secondo una stima prudenziale) entro giugno dell’anno prossimo», anticipa ancora Falco, che – di nuovo – spiega: «L’obiettivo è il “porta a porta”: la segnaletica verrà progressivamente integrata con degli schermi a tecnologia e ink, quella (per capirsi) dei cartellini del prezzo sugli scaffali dei supermercati, che permettono di cambiare le scritte senza dover sostituire il supporto fisico. E gli utenti saranno aiutati ancora di più a orientarsi grazie a un’applicazione per telefonino in grado di sfruttare le potenzialità della realtà aumentata».
La seconda novità riguarda poi l’esterno dell’edificio. A dicembre, Falco preannunciava che entro giugno – questo giugno – l’ospedale si sarebbe dotato di un nuovo Piano per la mobilità, molto atteso perché nelle premesse dell’azienda dovrebbe trovare un nuovo assetto in grado di risolvere (o tamponare, quantomeno) la problematica della sosta per chi si reca al presidio sanitario. In particolare, il Piano dovrebbe trovare una soluzione definitiva per il parcheggio sterrato: il ranch, com’è stato affettuosamente ribattezzato dagli stessi dipendenti Asl, quello che si allaga ogni volta che piove e che è stato appena appena ripristinato per l’ennesima volta. All’orizzonte, infatti, potrebbe esserci una bella colata di bitume.
«Stiamo valutando più ipotesi», mette le mani avanti Falco, allineando sul tavolo le alternative più probabili: «Potremmo darlo in concessione al privato perché lo ristrutturi, in cambio di una gestione pluriennale, oppure cercare una partnership con il Comune: in ogni caso chi ci metterà le risorse asfalterà lo spiazzo e lo metterà in sicurezza. È ragionevole pensare – aggiunge – che, privato o pubblico, il soggetto vorrà rientrare del proprio investimento: non è escluso che potremo vedere un casello con la sbarra all’accesso dell’area, così come si potrebbe verificare una riduzione minima degli stalli a disposizione».
Dirimpetto, la terza e ultima novità è collaterale alla questione posteggi in senso stretto, ma promette comunque di portare almeno un beneficio indiretto a chi va in macchina al Misericordia: si tratta della realizzazione di un impianto fotovoltaico destinato a sorgere sopra gli stalli del posteggio principale che serve l’ala nuova dell’ospedale. Il direttore generale Antonio D’Urso ha infatti siglato una delibera, alcuni giorni fa, che accoglie favorevolmente la proposta, inviata il 29 maggio scorso dal direttore dell’unità operativa complessa “Energia e tutela dell’ambiente” Daniele Giorni, che si inserisce nel solco tracciato un mese fa dalla Regione Toscana con la delibera di varo di un bando che finanzia a fondo perduto, nella misura massima dell’80 per cento, gli interventi di produzione energetica da fonti rinnovabili per gli edifici pubblici e per le Rsa, ponendo come massimale di contributo concedibile per le aziende sanitarie un massimale di 3 milioni di euro.
In questo contesto, dagli approfondimenti tecnici condotti dalla sud est sarà necessario un cofinanziamento di 750mila euro. I conti sono presto fatti, e l’impegno di spesa ha già trovato adeguata copertura nel Piano degli investimenti 2024-2026, così come la redazione dell’istanza di accesso al finanziamento del bando è stata affidata alla società consortile Energia Toscana. Resta da mettere a punto un dettaglio non da poco: «Accanto a quel parcheggio c’è la piazzola dell’elisoccorso (e non si può pensare di spostarla) : bisogna valutare attentamente il rischio che il riflesso dei pannelli possa interferire con la visuale del pilota», chiosa infine ancora Falco, muovendosi con i piedi di piombo.
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