Il presidio
Orbetello, storico asilo chiude dopo 60 anni: le iscrizioni sono troppo poche
Famiglie disperate: «Perdiamo un fiore all’occhiello»
ORBETELLO SCALO. «Siamo disperati per la chiusura di questa scuola», lamentano i genitori.
A Orbetello scalo, per il prossimo anno scolastico, le porte della scuola dell’infanzia Maria Assunta resteranno chiuse. Lo ha deciso la Diocesi a causa delle poche iscrizioni. Una decisione sofferta che era nell’aria già lo scorso anno, ma che la Diocesi aveva tentato di rimandare. Resta il grande dispiacere dei genitori degli alunni ancora iscritti che hanno iniziato in quella scuola il loro percorso e che sperano ancora che il plesso resti aperto.
Quello che tutti conoscono come “l’asilo delle suore” fu una scuola fondata agli inizi degli anni ’60 e donata dalla parrocchia con il solo e unico scopo di farne la scuola materna per tutte le famiglie dei lavoratori della SipeNobel.
«Furono incaricate le suore dell’ordine delle Piccole ancelle del Sacro cuore – spiega la maestra Anna Rita Cionco referente della Diocesi – fondato dopo la fine delle guerre mondiali per sopperire alle necessità dei bambini orfani. Suore mamme. La cura del bambino per queste suore è sempre stata fondamentale».
Una scuola frequentata da generazioni di bambini dello Scalo e non solo. Le suore, nel tempo, si sono occupate di molte famiglie, le hanno aiutate a superare momenti difficili sotto vari profili.
Hanno rappresentato un punto di riferimento per la comunità. A volte rigide ma sempre pronte ad aiutare. Da circa sei anni le suore non ci sono più e la scuola è stata “affidata” dalla Diocesi ad Anna Rita (è stata gestita anche da una cooperativa) che adesso condivide questo compito con l’altra insegnante Irene Benedetti. L’impostazione della scuola è rimasta quella: insegnare ai bambini a essere pronti ad affrontare la vita, a non avere paura di esprimere i propri pensieri, a includere il diverso, ad accoglierlo. La decisione ha gettato nello sconforto i genitori e i nonni dei piccoli. «La chiusura di questa scuola dell’infanzia è una perdita per l’intera comunità, perché la preparazione delle insegnanti, Anna e Irene, e la stessa cucina interna sono valori aggiunti per i nostri bimbi. Il mio bimbo avrebbe dovuto frequentare l’ultimo anno, invece adesso dovrò fare un nuovo inserimento, nuove maestre. Basterebbe l’ iscrizione di altri bambini per fare in modo che la scuola continui la sua storia», dice Giulia, mamma di Bernardo. Sulla stessa lunghezza d’onda la nonna del bimbo, Nadia Cherubini, che definisce la scuola come “una famiglia”. «Un dispiacere per la chiusura di questa struttura storica che della mia famiglia ha accolto 4 generazioni, un luogo pieno di gioia, serenità, amore e grande professionalità. Non ringrazierò mai abbastanza Anna e Irene per quello che hanno fatto per le mie bimbe in questi 3 anni», commenta Pamela, mamma di Gioia e Gaia. «Il nostro bambino ha fatto il primo anno di asilo in un altro luogo. La sensazione avuta solo dopo 5 minuti di colloquio con le maestre è stata di amore e passione per i bambini e tale è stata», dice Danilo, babbo di Lorenzo. «Dal primo giorno in cui siamo andati a vedere questa scuola, che già conoscevamo, abbiamo percepito il calore e la familiarità. In questi meravigliosi 3 anni e mezzo c’è sempre stato un sorriso ad accoglierci ogni mattina. Quello delle maestre Anna e Irene, uniche e rare, sempre disponibili e pazienti. La cuoca Valentina ha sempre avuto premura nell’accontentare i gusti e le esigenze dei bimbi. La chiusura dell’asilo significa perdere un fiore all’occhiello nel comune», aggiungono Raffaele e Tatiana, genitori di Ludovica. Come loro anche i genitori di Filippo e Giorgia, Giulia e Floriani, Serena mamma di una bimba “unica” come definisce sua figlia, e «la cui unicità è stata compresa e accolta». Poi Viola mamma di Filippo e la mamma di Giovanni. Un fiume di genitori che non si rassegnano a perdere un tesoro prezioso per l’intera comunità.
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