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Scansano, i sogni infranti di Mattia e Leonardo morti in sella: vite incrociate nell’ora più buia
Scontro fatale sulla sp 159. Cappellani, studente di 19 anni e Di Marte, elettricista 38, non si conoscevano ma condividevano la passione per le due ruote
GROSSETO. Un’intera provincia è in lutto per il gravissimo incidente avvenuto ieri mattina sulla sp 159 vicino a Preselle e che ha tolto la vita a due persone accomunate da un grande passione, quella per le moto. Una tragedia che ha distrutto due famiglie, gli amici e agli abitanti delle frazioni di Scansano, dove le vittime vivevano.
Il giovane studente con la passione per la MotoGp
La mamma di Mattia Cappellani, il 19enne studente che si trovava in sella alla Yamaha, ha saputo della scomparsa del figlio nella maniera più drammatica: non avendo sue notizie da alcune ore, è andato a cercarlo al Misericordia e lì ha appreso della tragedia, il figlio era all’obitorio. La donna, maestra elementare a Istia, si è sentita male e si è accasciata.
Una giovanissima vita spezzata, quella di sua figlio, che ha gettato nell’angoscia e nell’incredulità ai suoi concittadini. Tutta Pomonte si è stretta intorno alla famiglia, al padre Gabriello, titolare di un’officina meccanica proprio nella frazione scansanese.
Mattia studiava a Grosseto al polo tecnologico Manetti Porciatti, e d’estate aiutava il babbo nell’officina di famiglia.
A piangere Mattia sono la mamma, il babbo ma anche la compagna del padre, Silvana, che è stata al suo fianco negli ultimi undici anni, con i suoi due figli. Fin da piccolo il giovane studente si è appassionato alle moto e nel fine settimana non si perdeva per nulla al mondo i gran premi del Mondiale.
L'elettricista con la passione per il calcio e per le due ruote
L’altra vittima Leonardo di Marte, 38 anni, nato nella zona Grancia nel Podere Scopetone di fronte a Poggio Cavallo, da qualche anno viveva nelle campagne di Preselle, a poca distanza dal luogo nel quale ha perso la vita con la sua Ducati sportiva.
«L’ho visto nascere – dice Moreno Viti, un amico di famiglia, con la voce rotta dall’emozione – È stato un dolore grandissimo per tutta l’Ottava zona, alla quale era rimasto ancora molto legato, nonostante si fosse trasferito a Preselle con i genitori e con la moglie. Appena il lavoro glielo permetteva si metteva a disposizione degli amici di Grancia e li aiutava nelle loro faccende. Era un bravo ragazzo, aveva un cuore grande». Leonardo faceva parte del Comitato dell’Ottava Zona e sono stati proprio quegli amici a vederlo ieri mattina, per l’ultima volta. Lui si è presentato molto presto da loro, per fornire alcune indicazioni a chi sta preparando la Sagra di Spadino che dovrebbe animare l’abitato a partire dalla prossima settimana.
«Vado a casa, ci vediamo in settimana per finire il quadro elettrico», ha detto salutando tutti e prendendo la strada che avrebbe dovuto riportarlo dalla moglie Serena e dal figlio Alessio che nei giorni scorsi ha fatto la prima comunione.
Non è purtroppo mai arrivato nel suo podere; ha trovato la morte per strada.
Diplomato perito industriale all’Iti Porciatti, Di Marte ha iniziato a lavorare come elettricista con il padre Massimiliano, titolare di un’impresa artigianale. Fino a qualche anno fa ha giocato a calcio, per tanti anni a Cinigiano (è qui che è sbocciato il grande amore con Serena) nelle categorie dilettantistiche e nell’ultimo anno tra gli Amatori Uisp nella squadra del Granducato di Poggi del Sasso. Un difensore che sapeva farsi valere e che dava sempre il massimo, ispirandosi ai suoi idoli, i giocatori dell’Inter. La grande passione di Leonardo erano però le moto. Da poco ne aveva acquistata una nuova, una Ducati 1299 fiammante che mostrava con orgoglio agli amici e e dalla quale non si separava ma. Appena poteva andava a vedere le gare di Moto Gp, volentieri si scattava qualche selfie con lo staff del suo idolo, Pecco Bagnaia. «Era un ragazzo unico – lo ricordano gli amici – uno con il quale le serate trascorrevano velocemente e in maniera divertente. Un compagnone, come si dice in Maremma». Leonardo era molto attivo: amava cantare il maggio insieme ai gruppo dei Maggiaioli di Istia d’Ombrone.
Le salme delle due vittime sono esposte dalla tarda mattinata di ieri all’obitorio del Misericordia, che ha ospitato centinaia di persone che hanno abbracciato i familiari e hanno pianto due giovani vite spezzate. Per il funerale si attende il nulla osta del magistrato.
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