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Grosseto, a rischio l’apertura del supermercato Emi: «Non ci sono titoli validi»

di Massimiliano Frascino
Grosseto, a rischio l’apertura del supermercato Emi: «Non ci sono titoli validi»

Il Comune fa il punto sul supermercato di via Orcagna. Sono state le associazioni di categoria a chiedere l’accesso agli atti: «Vigiliamo sul rispetto della normativa»

31 maggio 2024
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GROSSETO. Un colpo di scena inatteso complica il percorso di apertura del nuovo supermercato Emi che avrebbe dovuto aprire i battenti entro questo mese di giugno nel capoluogo maremmano, all’inizio di via Orcagna 30. Almeno così sembrerebbe.

Nei giorni scorsi, infatti, sia Ascom Confcommercio che Confesercenti Grosseto avevano scritto all’assessorato alle attività produttive del Comune di Grosseto, inoltrando una richiesta di accesso agli atti per sapere se esistano titoli edilizi e commerciali che giustifichino l’apertura di una superficie di media distribuzione, alimentare e non. Le associazioni di categoria, infatti, sono entrambe interessate a fare questa verifica a tutela dei rispettivi associati.

Ebbene da quanto risulta al Servizio attività produttive e commercio «fino al momento della presente, dal punto di vista esclusivamente commerciale, non sono stati rilasciati né titoli, né sono presenti titoli esistenti attualmente efficaci taciti e/o espressi, riguardanti immobili posti in via Orcagna n. 30, comune di Grosseto. Per la richiesta riguardante titoli sotto il profilo edilizio, si fa presente che la stessa istanza deve essere inviata all’ufficio Edilizia privata del comune di Grosseto, in quanto ufficio competente in materia di edilizia produttiva».

Una novità che mal si concilia con lo stato di avanzamento del cantiere di via Orcagna, dove si stanno ultimando l’installazione di scaffalature e apparati frigoriferi, con le sistemazioni esterne praticamente quasi ultimate. Proprio nei giorni scorsi era stato il Tirreno ad anticipare che avrebbero potuto sorgere dei problemi, prendendo spunto da una notizia che circolava da qualche giorno relativa a un ricorso al tribunale amministrativo regionale da parte di Conad proprio con oggetto quell’intervento.

A questo proposito Ascom Confcommercio, che per bocca della sua direttrice aveva anticipato l’intenzione di presentare un’istanza di accesso agli atti amministrativi, interviene proprio per puntualizzare la propria posizione rispetto a questa vicenda. «Grosseto – spiega Gabriella Orlando, che dirige l’associazione presieduta da Giulio Gennari – è la provincia in Italia con la più alta percentuale di medie e grandi strutture di vendita in rapporto al numero degli abitanti. È per questo che continuiamo a sostenere che è necessario porre un freno a nuovi insediamenti commerciali di questa tipologia commerciale. I negozi di vicinato, all’interno della città urbanizzata, sono l’unico vero presidio che garantisce equilibrio, vivibilità e sicurezza nei quartieri cittadini».

La struttura di vendita di via Orcagna realizzata dalla società Cittadella Immobiliare, di cui è amministratore unico Marco Berti, dovrebbe avere una superficie di vendita intorno ai 1.300 metri quadrati, prevalentemente destinati a prodotti alimentari, ma anche a casalinghi. Le strutture della cosiddetta media distribuzione, infatti, sono quelle che la normativa regionale colloca da 300 a 1.499 metri quadrati di superficie. Al di sotto della soglia minima si tratta di negozi di vicinato, al di sopra della soglia massima di grande distribuzione organizzata.

Anche Confesercenti ha ottenuto la stessa risposta alla propria richiesta di accesso agli atti. «Da quello che risulta dalla comunicazione degli uffici – spiega il direttore Andrea Biondi – non sembra possibile aprire una struttura di media distribuzione alimentare in quella zona. E l’assenza di un titolo commerciale valido risolve alla radice anche le nostre preoccupazioni relative agli standard urbanistici. Confesercenti non ha alcuna ostilità preconcetta nei confronti della media e grande distribuzione, ma vigiliamo sul rispetto della normativa e non siamo affatto soddisfatti della programmazione urbanistica, che sta dando alla città una forma a ciambella. Con le aree centrali e semicentrali soggetti a desertificazione commerciale, con periferie e aree intermedie stracariche di medie e grandi superfici commerciali».

Rebus sic stantibus, stando così le cose, in assenza di un’autorizzazione commerciale valida sembra poco probabile che il nuovo negozio Emi possa aprire in tempi brevi, anche perché in quella zona della città non dovrebbe essere possibile trasferire altre licenze. Una via d’uscita potrebbe essere costituita da una modifica al piano strutturale e alle sue norme tecniche di attuazione. Ma in questo caso saremmo sul piano della fanta-programmazione urbanistica.

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