Il Tirreno

Grosseto

Il lutto

Grosseto: addio allo chef Luciano Momini, l’imprenditore signore del gusto


	Luciano Momini
◗
Luciano Momini

Dalla Buca di San Lorenzo all’hotel Lorena, ha gestito i locali più importanti

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. «Se n’è andato un grande chef, ma soprattutto un grande uomo». Elena Ciabatti, titolare del Bagno Il Faro di Marina di Grosseto, saluta così Luciano Momini, morto nelle scorse ore all’ospedale di Grosseto, a 77 anni, per l’improvviso aggravarsi di alcune patologie.

Nel ristorante dello stabilimento balneare ha vissuto gli ultimi quattro anni di una carriera straordinaria di ristoratore. Gli anni più belli li ha vissuti, dal 1980 al 1996, alla Buca di San Lorenzo, un locale del quale era al contempo proprietario e cuoco e che ha fatto la storia della città, sistemato all’interno di una troniera delle Mura Medicee, all’inizio di via Manetti.

In quei locali sono passate generazioni di grossetani innamorati dei prodotti tipici che sapeva preparare, a cominciare dalla leggendario acquacotta, fatta con la ricetta della mamma. Il nome di Momini è stato legato per almeno un quinquennio all’Hotel Lorena di via Trieste e alla Taverna Afflighen nel centro storico. Una quindicina di anni fa Momini visse un’esperienza in Costarica, nell’America centrale, dove aprì un piccolo resort.

I problemi di salute lo convinsero a rientrare nella sua Maremma.

«Era un gran lavoratore – lo ricorda Elena Ciabatti – iniziò a quindici anni e se non fosse per gli acciacchi che si portava avanti da un po’ di tempo sarebbe stato pronto a tornare a far gustare i suoi piatti prelibati ai clienti del Bagno Faro. A Luciano mi legava una bella amicizia. Spesso discutevamo, è vero, ma dopo cinque minuti tornava il sereno. Aveva un cuore d’oro e non mi dimenticherò mai l’attenzione con la quale ha seguito il mio matrimonio all’Hotel Lorena. La sua classe, il suo amore lo fece davvero diventare il giorno più bello. Luciano Momini – sottolinea Elena – non aveva grandi passioni a parte la cucina. Durante l’inverno camminava molto e andava in bicicletta, anche per molti di salute, ma ce n’erano pochi come lui in zona a preparare piatti vintage, piatti semplici tradizionali, preparati con materie prime top, che sapeva far risaltare come meglio non si poteva».

Originario di Roccalbegna, nella sua vita lavorativa ha gestito bar, organizzato serate, è stato il gestore di una tabaccheria in via Matteotti. Il bello è che in ogni occasione non perdeva mai la sua simpatia, il suo spirito, la sua allegria. Almeno fino alle scorse ore: prima di entrare in sala operatoria ha voluto telefonare al figlio Alan e all’amata sorella Marusca, per salutarli un’ultima volta, perché forse aveva capito che non ce l’avrebbe fatta.

La salma di Luciano Momini è stata benedetta nella stanza mortuaria dell’ospedale Misericordia di Grosseto, alla presenza degli amici più stretti e dei familiari. Lunedì sarà i portato nel tempio crematorio.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web