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Orbetello, incubo alghe in laguna: cos’è l’eutrofizzazione che spaventa i pescatori
Il sindaco minimizza: «Sta succedendo quello che succede ogni anno in questo periodo. I pompaggi sono attivi da tempo»
ORBETELLO. Non c’è primavera senza una fioritura. A Orbetello, oltre ai fiori, con l’arrivo della primavera “fioriscono” le alghe della Laguna.
Il “tappeto”
Lo specchio d’acqua orbetellano, da alcuni giorni, a Levante e in alcuni punti anche a Ponente, è un tappeto di alghe che sono venute a galla. Un fenomeno a cui gli orbetellani sono ormai tristemente abituati, dato che capita ogni anno. E forse è proprio questo a far parlare chi abita in riva alla Laguna: anno dopo anno si registrano sempre gli stessi fenomeni come se tutto restasse invariato, come se nella Laguna tutto restasse immobile, tranne le alghe che continuano a proliferare. A crescere sempre di più e a infestare la Laguna ogni anno in quantità maggiori.
Il sindaco e i pompaggi
Non ne fa un dramma il sindaco Andrea Casamenti: «Sta succedendo quello che succede ogni anno in questo periodo: le alghe vengono a galla e poi finiscono nelle sgrigliatore di Ansedonia. I pompaggi sono attivi da tempo». I pompaggi sono iniziati circa a metà febbraio 2024 e questo avrebbe dovuto aiutare la Laguna che però, al momento, è un tappeto di alghe. Sembra, in alcuni punti, quasi un prato intervallato dall’acqua.
Una situazione che, come avviene ogni anno, preoccupata i Pescatori di Orbetello. «Siamo stanchi di dire da qualche anno sempre le solite cose che, a quanto pare, vengono considerate come allarmistiche e non prese in considerazione da nessuno: se c’è chi dice che non ci sono problemi avrà le sue motivazioni e si assumerà le responsabilità di quello che dice», premette il presidente della cooperativa Pier Luigi Piro, che poi aggiunge: «Noi, a questo punto, non pensiamo di commentare ma aspettiamo l’evolversi della stagione e delle situazioni nella speranza che tutto volga al meglio».
La situazione
Ma cosa sta succedendo in Laguna? Lo spiega a Il Tirreno Mauro Lenzi: «Che l’eutrofizzazione (la sovrabbondanza, ndr) sia un male cronico è sicuro. Il problema è che non viene fatto nulla, anche se nella carta si dice che viene fatto questo e quello. L’eutrofizzazione si può tenere a bada intervenendo opportunamente. Certo – chiarisce – non con il pompaggio, che risulta inutile ambientalmente (ora lo dice anche uno studio idraulico dell’università di Firenze) e dannoso per la pesca». Come ogni anno le sorti della Laguna sono legate alla clemenza del clima, ai venti freschi e alle temperature non troppo elevate. «Siamo alla clemenza del clima – aggiunge Lenzi – Per avere una grave criticità ambientale (distrofia estesa) si devono combinare tre fattori: scarsa ventilazione, abbondanza di “combustibile” (materia organica labile nei sedimenti; alghe facilmente collassabili con il caldo; materia organica disciolta) per i batteri anaerobici e innalzamento termico oltre 28 gradi centigradi. Se farà un’estate fresca e ventosa, – conclude Lenzi – le cose andranno bene. Perché di materia organica in giro ce n’è tanta».
Il Consorzio
Nel frattempo si attende l’istituzione del Consorzio che dovrà gestire la Laguna e che dovrà mettere in atto tutte quelle azioni per evitare che ogni anno la Laguna sia sull’orlo di una crisi che fa tremare non solo i pescatori ma anche tutti coloro che operano nel settore del commercio, del turismo. L’anno dei moscerini e ancora prima la grande moria dei pesci del 2015 ha insegnato che le sorti della Laguna condizionano tutto il territorio che la circonda.
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