Italia
Rifiuti accatastati e zero servizi Benvenuti alla stazione di Albinia
Una rete da cantiere strappata, un sottopasso spesso allagato, detriti ammucchiati Lo scalo ferroviario ha un aspetto decisamente trasandato. E sempre più sporco
ALBINIA. Una rete arancione da cantiere strappata via dal vento, un sottopasso spesso pieno d’acqua dov’è difficile anche camminare. Un cestino divelto appoggiato alla cancellata della stazione. Una zona, per fortuna un po’ nascosta, trasformata in una discarica con erba alta e ogni tipo di oggetto accatastato alla rinfusa, incluso un telo scomposto in mezzo alla strada.
Siamo alla stazione di Albinia, e questo è quello che trovano i turisti e i viaggiatori quando arrivano. Da tempo la stazione non ha nessun presidio umano: chi ha bisogno di fare i biglietti deve servirsi delle due macchinette automatiche che si trovano appena superato il cancello d’ingresso.
La stazione è deserta se non fosse per gli appartamenti che si trovano sopra la stazione. Alcuni anni fa ha chiuso i battenti il ristorante pizzeria che si trovava a due passi dal binario numero uno. Chi scendeva dal treno poteva decidere di fermarsi a mangiare una pizza oppure poteva comprare una bottiglietta d’acqua se avesse avuto sete. Adesso chi scende dalla stazione, per prendere un caffè o prendere dell’acqua deve arrivare a piedi ad Albinia, tramite il sottopasso che porta direttamente in via Maremmana.
Chi decide di uscire dal cancello, invece, la prima cosa che vede è una rete da cantiere per terra, gettata lì dal vento e mai rimessa su da tempo.
Fuori dal cancello, accanto a una fioriera nuova e una cartina del luogo è stato appoggiato un cestino della spazzatura divelto da terra e mai rimesso a posto.
La fioriera e la cartina furono collocate tempo fa dall’associazione Osa – Albegna – Giannella per far capire ai turisti dove erano arrivati e dove sarebbero potuti andare, a piedi o con una navetta che però non è mai entrata in funzione.
Girando verso destra ieri mattina, forse aperto dal vento, un lungo pezzo di nylon faceva bella mostra di sé sulla strada, in mezzo all’erba.
Poco più avanti una sorta di discarica: una bicicletta appoggiata al muro, una cassetta di plastica piena di oggetti non identificati. Sacchetti celesti che contengono calcinacci, secchi di latta buttati a terra, pannelli di vario materiale appoggiati alla rete. Tutto questo nella parte finale dell’edificio che ospitava il ristorante che anni fa era stato vandalizzato: fu rotta la vetrata, l’edificio era poi diventato ricovero per i senza tetto. Infissi e porte furono poi murate quando nei locali fu trovato senza vita un uomo che aveva scelto quelle stanze per ripararsi e dormire.
Adesso quello stabile è inaccessibile ma la parte esterna continua a versare in uno stato di degrado e viene utilizzata come un luogo dove accatastare oggetti inutili o lasciare rifiuti che con il tempo vengono coperti dall’erba.
Chi esce dal sottopasso dal lato opposto al paese trova l’erba alta e un ambiente non accogliente.
Tra alcuni mesi inizierà la stagione estiva: le prime strutture ricettive inizieranno a riaprire già con l’arrivo della Pasqua, le altre alcune settimane dopo.
È questa al momento la situazione della stazione di Albinia.
Chi arriva non trova nessuno a cui chiedere un’informazione, non c’è un posto dove comprare un biglietto del pullman.
Una sorta di deserto che non si addice a un luogo turistico com’è la stazione di Albinia dove arrivano moltissimi turisti che frequentano le spiagge della zona sud.
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