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Grosseto

Il riconoscimento

Forbes, un grossetano nella top 100 dei giovani talenti: chi è Riccardo Vanelli, promessa della finanza italiana

di Massimiliano Frascino

	Riccardo Vanelli con la copia di Forbes che lo inserisce tra i 100 under 30 talenti nazionali
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Riccardo Vanelli con la copia di Forbes che lo inserisce tra i 100 under 30 talenti nazionali

Dalla Maremma alla Norvegia passando per Roma e Milano. Il sogno: «Tornare a casa e aprire qui un’azienda»

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GROSSETO. A soli 27 anni Riccardo Vanelli si trova già nel ruolo ingombrante del predestinato al successo.

Forbes Italia, una delle più prestigiose riviste economiche del Paese, lo ha inserito fra i 100 under 30 talenti nazionali che avranno un ruolo significativo nell’Italia di domani. Dieci ragazze e ragazzi per ognuno dei dieci settori analizzati dal mensile: dalla finanza alla tecnologia, dallo sport alla musica. Cento giovani a loro modo già leader, ma che in prospettiva avranno un ruolo guida nell’innovazione e nell’ispirare a loro volta altri giovani.

Grossetano doc, legato alla propria città, dove dice di tornare volentieri (da Milano, dopo tre anni a Roma) appena può, Vanelli ha due sorelle più piccole e viene da una famiglia conosciuta a Grosseto, che gestisce da anni l’Immobiliare Vanelli (la cugina Erika è assessora all’ambiente). Oggi è illuminato dal riflettore di Forbes Italia, eppure di sé dice di «non essere mai stato un secchione, pur non essendo mai stato rimandato in nessuna materia. Il vero cambio di passo, invece, l’ho fatto all’università, quando ho capito davvero cosa mi piaceva. E in cosa avrei potuto essere bravo se mi fossi impegnato».

Un ragazzo sveglio, insomma, ma normale. Cosa che non gli ha impedito di frequentare l’università Guido Carli a Roma, facendo in Norvegia un periodo di studio sotto l’egida dell’Erasmus, per poi laurearsi in “Amministrazione, finanza e controllo”. Partendo proprio dalla Norvegia nella propria esperienza lavorativa.

Come ha iniziato?

«Ho iniziato a lavorare come sviluppatore commerciale presso Romly. Una start-up deep tech di Oslo che opera nel settore immobiliare. Lì mi sono appassionato alle imprese ad alto contenuto tecnologico. Poi sono tornato in Italia, a Roma, dove ho lavorato nel campo della consulenza strategica con Romly e Ernst & Young. Per poi approdare a Eden Venture e Iag, che operano nel settore del venture capital (capitale di rischio, ndc), diventando senior analyst».

Spieghiamo cosa significa concretamente

«In pratica analizzo le società che si occupano di sviluppo tecnologico, specialmente start-up del settore fintech (crasi tra finanza e tecnologia, ndr), per poi proporre agli investitori quelle più promettenti in termini di innovazione dei prodotti e di redditività».

Che vita è a Milano?

«A dire la verità mi sono trasferito a Milano solo da un mese, perché ho vissuto a Roma per tre anni. Mi trovo bene, ma è una città che corre».

Che tipo è? Tutto lavoro o da bravo Centennial (generazione Z) ha un approccio più “easy” alla vita?

«Cerco di non pensare solo al lavoro, e non lavoro 24 ore su 24. Faccio una vita normale, con un orario di lavoro classico per il mio settore, dalle 9 della mattina alle 19,30, lavorando in sede».

Che interessi ha fuori dall’ufficio?

«Mi piace molto leggere di nuove tecnologie e informatica. Poi mi piace fare sport; al liceo giocavo a football americano, oggi mi dedico al fitness e alla palestra. Magari la mattina prima di venire al lavoro. Mi piace molto anche viaggiare, e appena c'è un weekend lungo cerco di organizzarmi per andare in giro. Ho visitato il Portogallo, Dubai e la California. Quest'estate con gli amici abbiamo già prenotato una vacanza in Thailandia».

C’è dell’altro?

«Faccio parte di una Ong francese, Baby Vc, che aiuta ragazze e ragazzi a entrare in questo settore, che è molto competitivo. Studenti che provengono da università di economia o da business school per i quali organizziamo gratuitamente dei “boot camp” (campi scuola, ndc). Gruppi di 25 studenti che frequentano dieci lezioni gratuite. Ci dedichiamo a questa attività dopo il lavoro: le lezioni si tengono a Milano e Torino. I ragazzi e le ragazze si candidano a partecipare ai corsi inviando un video di tre minuti».

E sul piano affettivo?

«Sono single».

A Grosseto torna volentieri?

«Sì, molto. Appena posso. Ci sono gli affetti familiari e mi piace molto l'ambiente naturale. In futuro mi piacerebbe tornare a vivere e lavorare in città».

Come si vede fra vent’anni?

«Bella domanda. Onestamente non so nemmeno dove sarò fra un anno. Dal punto di vista affettivo spero di essere sposato e di avere dei figli».

E da quello lavorativo?

«Credo continuerò a lavorare in questo settore, perché mi piace molto. Mi piacerebbe gestire un mio fondo di investimento, oppure, avendo avuto l'opportunità di conoscere molti imprenditori, magari potrei avere una mia azienda da gestire. Però ora è un po’ troppo presto per avere le idee chiare».

A casa saranno orgogliosi che Forbes l’abbia notata...

«Sì molto, hanno festeggiato ma purtroppo non c’ero. A Pasqua sarò a Grosseto e ci sarà tempo per festeggiare con una bottiglia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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