Il Tirreno

Grosseto

La testimonianza

Rogo nel garage a Scarlino, coppia con una bimba di 20 mesi senza casa: «Sfollati, ma nessuno ha pensato a noi»

di Michele Nannini
Andrea Ricci ed Elena Bini
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Andrea Ricci ed Elena Bini

La famiglia vive nell'appartamento sopra al fondo di via Matteotti che ora è stato dichiarato inagibile: «Tutta la nostra vita è là dentro»

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SCARLINO. L’incendio che ha interessato nei giorni scorsi un garage in via Matteotti a Scarlino Scalo non ha fortunatamente fatto alcuna vittima, ma da quella notte la famiglia proprietaria dell’appartamento sovrastante è sfollata e costretta a dormire fuori dalla propria abitazione inagibile. Troppo grossi infatti i danni che rendono impossibile abitare la casa: così per Andrea Ricci, Elena Bini, la figlia di 20 mesi e il loro cane non resta che aspettare perizie, verifiche e, chiaramente, tutti i lavori che saranno necessari prima di poter tornare in quell’abitazione da poco acquistata e completamente ristrutturata.

«Praticamente siamo sfollati – spiega la giovane coppia – fortunatamente abbiamo trovato una sistemazione d’emergenza, ma sono comunque giorni difficili e prima o poi dovremo in ogni caso cercare qualcosa di meno provvisorio che per noi comporterà spese e disagi. Siamo senza vestiti, abbiamo preso qualcosa al volo la notte dell’incendio, soprattutto per la bimba. La casa non è agibile, serve una perizia dei tecnici e ancora non sappiamo quando potrà essere effettuata; tutta la nostra vita è là dentro, i vigili del fuoco ci hanno dato la disponibilità a poter entrare e prendere qualcosa volta per volta, ma non è comunque possibile starci più di tanto. Le squadre che sono intervenute sono state davvero professionali al massimo e non finiremo mai di ringraziarle per il lavoro che hanno fatto».

Fortunatamente quella sera Elena e Andrea non erano in casa: «Eravamo fuori – continuano – in casa però c’era la nostra canina che alla fine è stata salvata, era ferma e terrorizzata. La casa era completamente nuova, dal pavimento agli impianti idraulici ed elettrici; non avendo ancora una stima dei danni è difficile muoverci, sapremo tutto solo dopo le perizie e il lavoro dei tecnici; sappiamo solo che siamo sfollati, senza vestiti e che dormiamo ospitati in un divano letto, e meno male che per adesso abbiamo quello. Ci manca praticamente tutto, anche gli oggetti di uso quotidiano perché quella notte la priorità era solo quella di recuperare qualcosa di essenziale: siamo in contatto con la polizia municipale e con il nostro legale, ma tutti ci hanno detto che i tempi saranno lunghi e il mutuo rimane comunque da pagare».

E c’è, inoltre, un grosso dispiacere. «Siamo rammaricati che nessuno abbia pensato a noi – concludono – anche una parola di conforto sarebbe servita. È stato un incidente e su questo nessun dubbio, ma siamo dispiaciuti che nessuno ci sia stato un po’ più vicino, alla fine siamo quelli che abbiamo subito il maggior disagio e che con una bimba di 20 mesi non potremo dormire nel nostro letto per chissà quanto».


 

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