Il Tirreno

Grosseto

8 marzo

Ha detto “no” al lavoro in banca: adesso alleva pecore e capre a Scansano

Ha detto “no” al lavoro in banca: adesso alleva pecore e capre a Scansano

La storia di Mariangela Piredda, 30 anni, un marito e un figlio

3 MINUTI DI LETTURA





SCANSANO. Che storia, quella di Mariangela Piredda. È la storia di una donna che ha rinunciato al lavoro in banca e a tutti gli agi e le sicurezze conseguenti e ha deciso di mettersi in gioco. In campagna, con un allevamento.

La sua storia viene raccontata da Coldiretti. «Mio padre, allevatore, ha tentato di scoraggiarmi. Mi diceva: lascia perdere. È troppo sacrificio. Oggi è orgoglioso della mia scelta». Trenta anni, Mariangela è tornata a Scansano è tornata per mettere radici.

«Sono cresciuta con il ricordo dei pomeriggi passati con lui ad accudire il gregge dopo i compiti di scuola. Quel ricordo mi ha riportato qui a Scansano: a volte si insegue la felicità, lontano da casa, un’altra vita, diversa, per poi rendersi conto che è sempre stata lì». Oggi Mariangela ha un bambino ed un marito con cui condivide la vita in fattoria: «Le mie giornate sono scandite dal ritmo degli animali. Oggi ho la febbre ma a loro non interessa. Devono pur mangiare. Mi prendo una tachipirina e vado. – sorride Mariangela – Siamo partiti con una manciata di pecore, oggi ne abbiamo 200 e vogliamo arrivare presto almeno a raddoppiarlo per aumentare la produzione. Il fieno e la granella sono prodotti direttamente da noi. Il latte viene conferito tutto alla cooperativa Rocca Toscana».

Sono 200 le aziende zootecniche guidate da donne in provincia di Grosseto secondo un’indagine di Coldiretti. Si tratta per lo più di allevamenti di pecore per la produzione di latte destinato alla caseificazione. «La zootecnica un mestiere per soli uomini? Non è più così. Le ragazze che hanno scelto di dedicarsi all’allevamento di mucche, pecore, capre sono in costante aumento. Molte sono la continuità di aziende consolidate che hanno trovato in figlie e nipoti l’ancora del futuro, ma molte sono le imprese che sono nate da zero dove la donna è il fulcro di un’attività spesso famigliare ben organizzata. – spiega Marianna Dori, Responsabile Donne Impresa Coldiretti Grosseto – A favorire l’avvicinamento a questo mestiere sono state sicuramente l’avvento della meccanizzazione e della tecnologia che hanno liberato le donne dai lavori più pesanti e fisici. Ma resta un lavoro duro, di sacrificio, che richiede tanta determinazione e una grande passione. Le donne pastore sono uno straordinario esempio di quella transizione generazionale che è in atto nelle nostre campagne e che purtroppo la difficoltà di accesso al capitale fondiario e al credito insieme alla burocrazia sta rallentando. Le aziende agricole, ed ancora di più le imprese zootecniche, sono presidi che tengono in vita le comunità rurali e montane e senza la quali molti territori vivrebbero l’esperienza dell’abbandono. Sono eroine silenziose del nostro tempo».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web