Nessuno ha mai rimosso l’erogatore di siringhe abbandonato in piazza Marconi da decenni
Forse collocato negli anni ’90, distribuiva aghi sterili per combattere i rischi di Hiv Ha resistito a tutto quel che gli girava intorno (progetti e cantieri) ed è sempre lì
GROSSETO. Sono cambiate le amministrazioni, mutati i colori politici della città, in piazza Rosselli sono partiti cantieri, la stazione si è rifatta il look e l’area è stata transennata, il terreno smosso dagli enti preposti in cerca di ordigni per fare i lavori. Sono nate fontane zampillanti, passati migliaia di pendolari ed è nato un help center per senza fissa dimora. Hanno girovagato qua i venditori di coca e nei paraggi si sono appostate centinaia di pattuglie.
È successo questo e molto altro nella piazza della stazione, ma se c’è una cosa che invece è rimasta fissa, ben salda al suo posto resistendo per decenni a tutto quel che gli girava intorno – interventi alla piazza, pulizie e rimozione di catorci – è sempre stato lui: un vecchio distributore automatico di siringhe che non funziona più da molto tempo.
Quando arrivavano operai e ruspe, gli giravano intorno ma lui restava lì. E c’è tuttora, entro l’area delimitata col nastro di AdF dove avrebbe dovuto sorgere la palazzina del Fiora. Lo si scorge oltre la recinzione, non lontano da altra sporcizia: catorci di bici, cartacce, bottiglie. A cosa serviva?
Funzionava così. Inserivi una siringa usata e ne ottenevi in cambio una sterile; lo scopo era quello di ridurre i rischi dell’Aids. Quando sia stato collocato il box celeste non sappiamo, forse intorno agli anni ’90 quando in Italia da più parti (ivi compreso Grosseto) si decise di installare i distributori di siringhe per contrastare l’Hiv.
Studi scientifici avevano dimostrato l’efficacia nel ridurre i rischi dell’infezione; tuttavia dopo un certo tempo a Grosseto l’arnese smise di funzionare. A metterlo definitivamente ko pare sia stato l’avvento dell’euro nel 2002.
Il Tirreno ne segnalava la presenza in disuso già 10-15 anni fa, descrivendolo come un simbolo dell’abbandono e del degrado della piazza Rosselli.
Aveva funzionato a lire e si era riempito di scritte con numeri di telefono, verosimilmente fasulli, di persone che offrivano sesso facile. «Grosseto città morta», «attivo e cattivo», «passivo subito» e simili facezie a sfondo torbido.
Tuttora da lontano leggiamo: «Drogati» (dove sia l’accento non sappiamo).
C’è scritto il modello: DAS 1000 e risaliamo alla marca, Altei srl, azienda pioniera del genere giacché fu l’imprenditore Domenico Altei (leggiamo online) ad aver pensato e proposto «questo programma di prevenzione Aids, e con il sostegno del dottor Giuseppe Vaccari di Modena riuscì a installare in quella città il primo distributore scambiatore di siringhe in assoluto al mondo», destinato a fare strada in molte altre città italiane.
«Da quel giorno ad oggi vi sono circa 170 macchine sul territorio nazionale che hanno erogato più di 1.600.000 siringhe, dando la possibilità a chi fa uso di sostanze stupefacenti per via parietale di avere sempre e comunque una siringa sterile. Questo fatto ha aiutato tantissime persone a non contrarre infezioni da utilizzo di siringhe sporche e infette, ed era l’obiettivo che Altei si era posto, come dimostrato da alcuni studi di settore».
Quante siringhe abbia erogato a Grosseto il distributore non sappiamo; l’unica certezza è che è tuttora radicato in piazza come un’edera abbarbicata a un muro.
Al momento è nascosto dalle recinzioni, ma se AdF prima o poi toglierà le transenne, la previsione è che anche “lui” sia liberato e venga restituito, fiero e impassibile, allo sguardo della pubblica piazza.
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