Il Tirreno

Grosseto

Nessuno ha mai rimosso l’erogatore di siringhe abbandonato in piazza Marconi da decenni

di Elisabetta Giorgi
Nessuno ha mai rimosso l’erogatore di siringhe abbandonato in piazza Marconi  da decenni

Forse collocato negli anni ’90, distribuiva aghi sterili per combattere i rischi di Hiv Ha resistito a tutto quel che gli girava intorno (progetti e cantieri) ed è sempre lì

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GROSSETO. Sono cambiate le amministrazioni, mutati i colori politici della città, in piazza Rosselli sono partiti cantieri, la stazione si è rifatta il look e l’area è stata transennata, il terreno smosso dagli enti preposti in cerca di ordigni per fare i lavori. Sono nate fontane zampillanti, passati migliaia di pendolari ed è nato un help center per senza fissa dimora. Hanno girovagato qua i venditori di coca e nei paraggi si sono appostate centinaia di pattuglie.

È successo questo e molto altro nella piazza della stazione, ma se c’è una cosa che invece è rimasta fissa, ben salda al suo posto resistendo per decenni a tutto quel che gli girava intorno – interventi alla piazza, pulizie e rimozione di catorci – è sempre stato lui: un vecchio distributore automatico di siringhe che non funziona più da molto tempo.

Quando arrivavano operai e ruspe, gli giravano intorno ma lui restava lì. E c’è tuttora, entro l’area delimitata col nastro di AdF dove avrebbe dovuto sorgere la palazzina del Fiora. Lo si scorge oltre la recinzione, non lontano da altra sporcizia: catorci di bici, cartacce, bottiglie. A cosa serviva?

Funzionava così. Inserivi una siringa usata e ne ottenevi in cambio una sterile; lo scopo era quello di ridurre i rischi dell’Aids. Quando sia stato collocato il box celeste non sappiamo, forse intorno agli anni ’90 quando in Italia da più parti (ivi compreso Grosseto) si decise di installare i distributori di siringhe per contrastare l’Hiv.

Studi scientifici avevano dimostrato l’efficacia nel ridurre i rischi dell’infezione; tuttavia dopo un certo tempo a Grosseto l’arnese smise di funzionare. A metterlo definitivamente ko pare sia stato l’avvento dell’euro nel 2002.

Il Tirreno ne segnalava la presenza in disuso già 10-15 anni fa, descrivendolo come un simbolo dell’abbandono e del degrado della piazza Rosselli.

Aveva funzionato a lire e si era riempito di scritte con numeri di telefono, verosimilmente fasulli, di persone che offrivano sesso facile. «Grosseto città morta», «attivo e cattivo», «passivo subito» e simili facezie a sfondo torbido.

Tuttora da lontano leggiamo: «Drogati» (dove sia l’accento non sappiamo).

C’è scritto il modello: DAS 1000 e risaliamo alla marca, Altei srl, azienda pioniera del genere giacché fu l’imprenditore Domenico Altei (leggiamo online) ad aver pensato e proposto «questo programma di prevenzione Aids, e con il sostegno del dottor Giuseppe Vaccari di Modena riuscì a installare in quella città il primo distributore scambiatore di siringhe in assoluto al mondo», destinato a fare strada in molte altre città italiane.

«Da quel giorno ad oggi vi sono circa 170 macchine sul territorio nazionale che hanno erogato più di 1.600.000 siringhe, dando la possibilità a chi fa uso di sostanze stupefacenti per via parietale di avere sempre e comunque una siringa sterile. Questo fatto ha aiutato tantissime persone a non contrarre infezioni da utilizzo di siringhe sporche e infette, ed era l’obiettivo che Altei si era posto, come dimostrato da alcuni studi di settore».

Quante siringhe abbia erogato a Grosseto il distributore non sappiamo; l’unica certezza è che è tuttora radicato in piazza come un’edera abbarbicata a un muro.

Al momento è nascosto dalle recinzioni, ma se AdF prima o poi toglierà le transenne, la previsione è che anche “lui” sia liberato e venga restituito, fiero e impassibile, allo sguardo della pubblica piazza.

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