Il Tirreno

Grosseto

La ricostruzione

Punta Ala, imprenditore trovato morto a 58 anni: la cena con gli amici poi il ritorno al porto, cosa è successo ad Andrea Nocentini?

Pierluigi Sposato e Maurizio Caldarelli
Andrea Nocentini in barca nella foto pubblicata dal Quartiere Porta Crucifera
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Andrea Nocentini in barca nella foto pubblicata dal Quartiere Porta Crucifera

La Procura ha disposto l’autopsia. I risultati degli esami entreranno nel fascicolo con le testimonianze. Il titolare del cantiere Fabrizio Sonnini: «Ero stato io ad accompagnarlo ad acquistare la sua nuova barca, questa era la sua seconda casa»

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PUNTA ALA. Sarà l’autopsia, disposta dalla Procura, a stabilire la causa di morte di Andrea Nocentini, l’imprenditore aretino di 58 anni trovato senza vita nelle acque del porto di Punta Ala, nella mattinata di sabato.

Saranno gli accertamenti medico-legali quindi a stabilire cosa è avvenuto con esattezza negli ultimi minuti di vita dell’imprenditore, che secondo la ricostruzione più attendibile stava raggiungendo la sua imbarcazione per trascorrervi la notte, dopo aver passato la serata a cena con gli amici. La “Nonna Lucia”, questo il nome dell’imbarcazione, l’aspettava ormeggiata alla diga foranea. Il suo Ice, acquistato da pochissimo tempo, è stato messo sotto sequestro per disposizione della Procura, a titolo precauzionale, così che il quadro della situazione rimanga “congelato” e possa essere messo a confronto con tutti i risultati di indagine, a partire da quello medico-legale, per continuare con le dichiarazioni di chi ha visto Nocentini per l’ultima volta. L’ipotesi più probabile, comunque, rimane il malore, l’evento accidentale.

«Punta Ala era la sua casa – dice Fabrizio Sonnini, titolare del cantiere di Punta Ala Costa Etrusca – il suon buen retiro. Dopo un settimana trascorsa a Pieve al Toppo, in provincia di Arezzo, nella sua azienda, la An rappresentanza, specializzata in componentistica in acciaio e plastica, amava trascorrere il fine settimana da queste parti. E l’ora nella quale viene ipotizzato l’incidente può essere compatibile con la sua ora di arrivo».

Separato da anni, aveva due figlie ed era un assiduo frequentatore dell’esclusiva località castiglionese. Era azionista del porto, socio del cantiere ed anche socio dello Yacht Club Punta Ala, con il quale ha almeno due decenni effettuava regate, prima a bordo di un Bavaria 40, poi di un Beneteau, che ha venduto per acquistare tre mesi fa lo Ice Yacht. Con lo Ycpa ha ottenuto anche dei buoni risultati, anche se amava così tanto il mare e la vela che per lui l’importante era partecipare.

«L’ho accompagnato io stesso – prosegue Sonnini - ai cantieri Ice, tra i prestigiosi d’Italia, a ordinare e successivamente a prendere la nuova Nonna Lucia, del quale andava orgoglioso. Aveva realizzato un sogno, quello di prendere una barca importante, che cullava da tanti anni. Il ricordo? Abbiamo la stessa età e lo consideravo un amico. Era un compagnone, sempre disponibile e sorridere, pronto in ogni momento ad andare in acqua. Si era creato un gruppo di amici con i quali effettuava regate ed effettuava delle gite nel periodo estivo, durante le ferie che trascorreva in quella che considerava la sua prima casa».

In gioventù aveva fatto parte dell’associazione Sbandieratori di Arezzo in veste di tamburino. Era il fratello del vice rettore del Quartiere di Porta Crucifera, Francesco Nocentini. «È con il cuore pesante e gli occhi pieni di lacrime – scrivono gli amici di Porta Crucifera di Arezzo – che informiamo del tragico passaggio di Andrea, avvenuto in circostanze dolorose e che hanno lasciato un vuoto incolmabile nei nostri cuori. Andrea non era solo un amico di tutti noi ma anche un quartierista disponibile e un modello di generosità. È cresciuto a pochi passi dalla sede del nostro quartiere, ed è stato sempre parte integrante della nostra comunità. La sua gentilezza, la sua generosità e la sua dedizione verso il quartiere e coloro che lo circondavano lo hanno reso un punto di riferimento per tutti noi. Il suo sorriso luminoso e la sua presenza sempre positiva saranno profondamente mancati».

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