Il Tirreno

Grosseto

Il lutto

Grosseto piange Enrico Marini, una vita col Grifone nel cuore: gli aneddoti e i ricordi degli ex compagni

di Paolo Franzò

	Enrico Marini in una foto recente e in un'immagine di quando indossava la maglia del Grosseto
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Enrico Marini in una foto recente e in un'immagine di quando indossava la maglia del Grosseto

Se ne va uno dei simboli del calcio cittadino: bandiera della formazione anni Settanta. Il ricordo degli ex compagni: «Generoso, simpatico, una persona stupenda»

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GROSSETO. Non poteva che essere una triste e cupa giornata invernale – quella di venerdì 23 febbraio – ad accogliere la notizia della scomparsa di Enrico Marini, autentica bandiera del Grifone degli anni Settanta. Se ne va uno dei pochi grossetani a essere arrivato a indossare anche la fascia di capitano della squadra della sua città. Malato da tempo, ha lottato come un leone, così come era abituato anche in campo.

Il paragone con Best

Era impossibile non amare quest’uomo, prima ancora che il giocatore. Autentico guascone, ironico, divertente, ma anche fine conoscitore di calcio e grande tifoso interista. In molti lo hanno accostato al mito George Best. Se fosse stato un giocatore di questi tempi, andrebbe definito come un centrocampista moderno, di quelli con i tempi giusti di inserimento e visione di gioco. Se poi arrivava anche al tiro, spesso per i portieri non c’era scampo. Grossetano doc, figlio per altro di quel Cleto Marini che prima di lui aveva vestito il biancorosso, con numeri simili. Con la maglia del Grifone 148 partite e 13 gol per Enrico che mister Mario Genta fece esordire neppure diciottenne il 28 maggio del 1972 a Figline Valdarno, in serie D. Guarda un po’, a pochi chilometri da dove il suo Grosseto sarà impegnato domani pomeriggio in campionato, ovviamente con il lutto al braccio.

Il cordoglio e la carriera

Tantissimi i messaggi di cordoglio, così come i ricordi e gli aneddoti, di amici ed ex compagni di squadra, come Brezzi o Borghi. La stessa Us Grosseto di patron Lamioni ha voluto ricordarne la figura con un comunicato in cui giustamente lo definisce leggenda biancorossa. «Enrico Marini – si legge – è stato un calciatore simbolo della piazza, dotato di estro e tecnica. Qualità in campo, coraggio e grande probità sia nel rettangolo d’erba che nella quotidianità. Un uomo affabile, con la rara virtù dell’ironia, di una simpatia travolgente, ma anche di estrema generosità, divenuto ben presto beniamino di Grosseto e dell’intera Maremma». Nato a Grosseto il 19 dicembre del 1954, Marini è cresciuto nelle giovanili biancorosse, prima di diventare leader di una squadra piena zeppa di concittadini che riempiva il vecchio Comunale in ogni dove. Protagonista assoluto in una squadra che regalò grandissime gioie ai tifosi del Grifone. Fu compagno di squadra di tanti campioni, da Bistazzoni a Dolso, da Salvori a Borghi e via discorrendo. Tanti anche gli allenatori con cui non sempre andava proprio d’accordo, ma che non potevano farne a meno, come Genta, Landoni, Palazzoli e Bassi, tra gli altri. Giocò anche fuori Grosseto, arrivando a debuttare in Serie B con la maglia del Rimini, allenato all’epoca da un certo Helenio Herrera. Giocò anche per Frattese, Martina e Savona, prima di diventare poi allenatore. Carriera questa svolta per lo più con le giovanili biancorosse.

I ricordi

Tra i ricordi più struggenti, quello affidato ai social da Guido Venturacci, in quegli anni ruggenti storico tifoso del Grifone: «Personalmente – scrive – provo un grande dolore, perché mi lascia un amico fraterno con cui ho condiviso più di cinquant’anni di vera amicizia. Voglio ricordarlo con il suo sorriso, con le sue battute sempre pronte, la sua innata simpatia. Il nostro stare insieme stato sempre basato sul prendere la vita con allegria, condividendo gioie e dolori, ma non disdegnando mai di scherzare con tutto e con tutti senza mai trascendere in volgarità verso gli altri». Marini lascia il fratello, Paolo, la moglie, Alda, dalla quale ha avuto la figlia Alessandra. I funerali avranno luogo sabato 24 febbraio, partendo alle 14,45 dall’ospedale, con la messa che sarà celebrata alle 15 alla chiesa parrocchiale di San Giuseppe. Non fiori, ma opere di bene, fanno sapere i familiari, con le donazioni che possono essere fatte da Parrucca, in via Oberdan, a favore dell’Ammec, Associazione malattie metaboliche congenite onlus, cui Marini era legato.

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