Il Palio della Granocchia (con rane vive) ottiene il sì… del parlamento. La sindaca Biondi: «Una questione di libertà»
Civitella Paganico: a dare l’annuncio il deputato maremmano del Partito democratico, Marco Simiani
CIVITELLA PAGANICO. «Il parlamento ha riconosciuto di fatto il Palio della Granocchia di Paganico come festa storica locale e ha impegnato il governo a emanare un provvedimento organico che disciplini lo svolgimento sul territorio nazionale di manifestazioni che prevedono l’utilizzo di rane, garantendo in ogni caso l’incolumità degli animali utilizzati».
A dare l’annuncio che fa saltare sulla sedia – per opposti motivi – animalisti e rioni è il deputato maremmano del Partito democratico, Marco Simiani in merito al suo atto di indirizzo alla proposta di legge “Disposizioni in materia di manifestazioni di rievocazione storica”, approvato dall’aula di Montecitorio.
«Nelle scorse edizioni il Palio della Granocchia ha suscitato polemiche in relazione alla incolumità delle rane utilizzate: nel 2022 la manifestazione si è svolta con rane non vive (congelate, ndr) a seguito del parere negativo della Asl di competenza», ricorda Simiani piegando che «non esiste attualmente una legge nazionale che disciplini questa tipologia di manifestazioni e il parere della Asl territorialmente competente, vincolante in Toscana, non lo è in altre regioni: nelle Marche paradossalmente ad esempio si svolge il “Torneo storico Palio della rana” (a Fermignano in provincia di Pesaro e Urbino)».
Nel 2023, poi, un altro diniego di Asl. Ciononostante, la manifestazione si disputò con rane vive grazie a un’autorizzazione «per motivi di ordine pubblico» firmata in zona Cesarini dalla sindaca Alessandra Biondi. Le associazioni animaliste, come premesso (e promesso) andarono per le vie legali.
L’onorevole dem ritiene quindi «necessario una normativa uniforme nazionale in questo settore, che garantisca l'incolumità degli animali utilizzati, salvaguardi la continuità delle rievocazioni storiche locali e tuteli gli amministratori locali da possibili denunce». E Biondi ringrazia.
«Ho vissuto sulla mia pelle ciò che questo vuoto normativo comporta, e così gli abitanti di Paganico. Simiani ha saputo cogliere il momento giusto andando a colmare quella carenza che penalizzava noi e le manifestazioni come la nostra», conferma la prima cittadina, che poi precisa: «Non voglio parlare di una vittoria quanto piuttosto di una questione di libertà: nel rispetto dei diritti e della tutela degli animali questo è un riconoscimento importante per Paganico e, in maniera indiretta, per tanti altri comuni; toscani e non.
Un riconoscimento che – fermo restando che una legge ancora non c’è – rappresenta anche un solido sostegno, per l’amministrazione comunale, nell’ambito delle azioni legali promosse dalle associazioni animaliste. «Abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti, vediamo cosa succederà», conferma ancora la sindaca, che – prudentemente – sull’edizione 2024 del Palio non si sbilancia: «È ancora presto per dirlo: mi auguro che questo sia l’inizio di un percorso che permetterà di arrivare a celebrare la manifestazione nel rispetto della tradizione e della tutela degli animali».
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