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Superbonus 110, è boom di istanze: i rischi per condomini. Confconsumatori: «Casi con bagno chimico e poi lo stop»

di Maurizio Caldarelli
Superbonus 110, è boom di istanze: i rischi per condomini. Confconsumatori: «Casi con bagno chimico e poi lo stop»

Lavori avviati e impalcature ferme: i committenti restano con il cerino in mano. Novità anche per lo sconto fiscale dedicato all’efficientamento energetico

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GROSSETO. La Confconsumatori anche per il 2023 è stata al fianco dei cittadini con servizi di consulenza e reclami soprattutto su banche, energia, telefonia e cartelle esattoriali, con una evidente crescita dell’attività.

Nei prossimi mesi, tuttavia, potrebbe abbattersi sui quattro sportelli provinciali di Grosseto, Follonica, Orbetello e Arcidosso, lo tsunami delle persone che hanno avuti problemi con il Superbonus 110% e che devono risolvere dei contenziosi o delle liti. A causa dell’aumento dei prezzi dei materiali e delle difficoltà per il loro reperimento, così come per l’esaurimento della capacità fiscale delle banche, moltissimi condomini anche in Maremma si sono trovati a fare i conti con lavori lasciati a metà o mai avviati.

«Il Superbonus 110% – ha detto il presidente nazionale di Confconsumatori, il grossetano Marco Festelli, all’incontro organizzato per illustrare il bilancio 2023 dello sportello provinciale – è molto caotico. Se i committenti, i proprietari delle abitazioni, non hanno fatto per bene il contratto, c’è un evidente problema fiscale di recupero. I condòmini rischiano anche di dover fare i conti con la cartella esattoriale, nel caso di irregolarità riscontrate nell’effettuazione dei lavori. Nella maggior parte dei casi si rivolgono a Confconsumatori persone che si ritrovano con i lavori avviati e le impalcature ferme. Tra novembre e dicembre abbiamo fatto una decina di consulenze, ma sono almeno 200 le telefonate di cittadini che si sono rivolte a noi per chiedere aiuto su questo argomento, per capire come funziona il 110% e quali rischi corrono».

Gli fa eco l’avvocato Francesco Lepri, collaboratore consulente di Confconsumatori : «Il contenzioso esploderà nei prossimi mesi: c’è tutta la problematica di lavori che interessano soprattutto situazioni condominiali, con i committenti che si trovano con il cerino in mano, con i lavori che non sono stati terminati in tempo utile, in alcuni casi non iniziati. Ci sono dei casi nei quali è stato installato il bagno chimico e lì è finito l’intervento».

Un problema che nei prossimi mesi, fa presente ancora Lepri, che «interesserà associazioni, il Tribunale o la camera arbitrale della Camera di commercio, a seconda della giurisdizione prevista nei singoli contratti».

Archiviata la percentuale del Superbonus 110%, dal 1° gennaio si è chiusa anche la stagione del 90% per lo sconto fiscale dedicato all’efficientamento energetico ed è stato effettuato un altro taglio, che era stato già fissato dal precedente governo, con il bonus che passa al 70% e scenderà ancora nel 2025, per arrivare al 65%.

Tra l’altro, il meccanismo salva spese previsto dal decreto n. 212/2023 è rivolto solo ai contribuenti che hanno scelto lo sconto in fattura o la cessione del credito per gli interventi del Superbonus. Per chi ha invece scelto la detrazione non si blocca il recupero delle somme per i lavori non completati.

«Si stanno rivolgendo a Confconsumatori – spiega ancora l’avvocato Lepri – i condomìni che, per esempio, hanno commissionato lavori per 500mila euro contando sulla detraibilità integrale, in pratica a costo zero, e che cominciano invece a trovarsi ad affrontare 100mila o addirittura 150mila euro di spese; la situazione, insomma, può diventare seria e complicata. D’altro canto – conclude – è molto incerta anche l’ultima modifica, quella approntata in fretta e furia alla fine dell’anno, che riconosce un contributo a favore dei condomini. Se si va a vedere, sono stati fissati alcuni paletti, che rendono il bacino di utenza talmente ridotto (può beneficiare del 60% chi ha un reddito di 15mila euro, per esempio) che quella norma non appare idonea a scongiurare problemi e conseguentemente una lunga coda di contenziosi di sorta che caratterizzeranno le prossime settimane».


 

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