«La norma del 1942 è obsoleta»: perché per i balneari è una sentenza storica
Riconsegna dei beni realizzati su terreni demaniali: la svolta dal Consiglio di Stato
GROSSETO. Confesercenti Grosseto esulta. Lo scorso 17 gennaio una pronuncia del Consiglio di Stato ha di fatto legittimato una delle battaglie storiche della Federazione italiana balneari (Fiba), riconoscendo che l’articolo 49 del Codice della navigazione è una normativa obsoleta perché prevedendo la riconsegna dei beni strumentali realizzati dai gestori di stabilimenti balneari sui terreni demaniali, non garantisce un equo indennizzo per l’investimento fatto. «Fa molto piacere vedere che anche il Consiglio di Stato ribadisca ciò che noi di Fiba Confesercenti diciamo da anni: l’articolo 49 del codice della navigazione, scritto nel 1942, è una legge anacronistica, frutto di un’epoca storica fortunatamente lontana, in cui il demanio marittimo serviva per la difesa delle coste in tempo di guerra e non per il turismo balneare», dice il presidente provinciale Fiba Confesercenti Claudio Pierini, che commenta così l’ordinanza del Consiglio sull’articolo del codice della navigazione.
La testimonianza
Jacopo D’Antoni, gestore con la famiglia dello stabilimento balneare Aloha Beach di Follonica, spiega che cosa significhi in concreto l’articolo 49 del codice della navigazione. «Il primo investimento significativo che abbiamo realizzato - dice - risale al 2001, quando abbiamo fatto costruire a nostre spese una massicciata che proteggesse dalle mareggiate sia la spiaggia che il muro di contenimento della soprastante strada. I massi dei quali erano composta, poi, sono stati riutilizzati per realizzare le barriere soffolte. Nel 2018, in seguito a un incendio, abbiamo speso 240mila euro per ricostruire il ristorante. Quest’anno, dopo le mareggiate di novembre e dicembre, abbiamo dovuto ripristinare l’impianto elettrico e acquistare nuovi i macchinari e frigoriferi. Complessivamente negli anni abbiamo migliorato la struttura e acquistato attrezzature e suppellettili per la spiaggia. Oggi lo stabilimento ha un valore commerciale, comprensivo dei beni immobili e delle strutture, che supera i due milioni e mezzo di euro. Ecco, se alla fine del 2024 In seguito alla legge Draghi si procedesse a una gara per riassegnare la nostra concessione demaniale, e la perdessimo, noi ai sensi dell’attuale articolo 49 del codice della navigazione dovremmo riconsegnare allo stato tutti i beni nei quali abbiamo investito. Contraendo un mutuo con la banca, a garanzia del quale c’è il mio appartamento personale. Chiaramente una norma ingiusta e penalizzante per chi fa impresa balneare».
L’articolo che fa paura
A sua volta Pierini ribadisce: «Nessuna riforma equa sul rinnovo delle concessioni demaniali marittime può essere coerente con il diritto italiano ed europeo senza prevedere il riconoscimento del valore aziendale delle nostre imprese, e questo non è possibile senza superare l’articolo 49». E proprio il Consiglio di Stato, lo scorso 17 gennaio, ha sospeso un bando di gara per la riassegnazione di una concessione demaniale marittima nel Lazio, in quanto prevedeva la devoluzione delle opere in danno del concessionario uscente. L’articolo 49 del Codice della navigazione prevede che tali opere diventino di proprietà dello Stato, ma i concessionari balneari si battono da anni contro questa legge, in quanto la ritengono un esproprio a tutti gli effetti, oltre che una norma inattuale. Nella sua pronuncia, il Consiglio di Stato ha anche sottolineato che contro l’articolo 49 è pendente un rinvio pregiudiziale presso la Corte di giustizia dell’Unione europea, il quale ha espresso svariati dubbi sulla conformità di questa norma al diritto europeo. Inoltre, l’ordinanza di Palazzo Spada sottolinea che «l’ordinamento nazionale appare decisamente orientato a salvaguardare le ragioni giuridiche ed economiche dei soggetti che hanno realizzato investimenti nelle aree demaniali in concessione mediante la corresponsione di un indennizzo, come stabilito per legge ancorché nel contesto delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico ricreative e sportive, ma con statuizione avente portata sistematica generale». Sottolineando, in particolare, «il rilievo degli investimenti, del valore aziendale dell’impresa e dei beni materiali e immateriali facenti parte del compendio aziendale del concessionario»
«Dignità alle imprese»
Simone Guerrini, presidente Fiba - Confesercenti Toscana, dice che «questa scelta restituisce dignità alle imprese balneari. Fiba Confesercenti è stata l’unica associazione di categoria che ha iniziato il percorso "no art. 49" dal. Dopo tanti anni, siamo arrivati ad un traguardo importante. Con un percorso lungo e tortuoso, ma finalmente ci ha dato ragione. Per noi, Fiba Toscana, è una grande vittoria anche in virtù di quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi».
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