Muore tre mesi dopo l’incidente a Grosseto, la figlia: «Chi ha investito mio padre si faccia avanti»
Lo scontro il 5 ottobre sulla strada delle Collacchie: Alidiero ha perso la vita all’ospedale di Montevarchi dove era ricoverato
GROSSETO. Dimesso a fine dicembre 2023 dalle Scotte di Siena, dov’era stato ricoverato il 5 ottobre scorso dopo essere stato travolto in bici da un’auto all’incrocio con le Collacchie, era stato al trasferito all’ospedale Valdarno "La Gruccia" di Montevarchi, Alidiero “Aimone” Nannotti (83 anni, nato a Torrita di Siena), è morto pochi minuti prima delle 21 di giovedì18 gennaio. Non era mai uscito dal coma.
«Mio padre era una persona amata e disponibile per tutti, aiutava chiunque e accorreva soprattutto quando aiutare era una sfida; così come era una sfida nuotare in mare fino alla boa, era una sfida andare in moto anche a ottant’anni. Sempre attento all’attualità, era anche un compagnone», riassume la figlia Magaly a nome dei fratelli Marco, Malik, Malika e Massimiliano.
Subito dopo lo scontro ci vollero circa sette ore per identificare Nannotti, che era uscito in bici senza documenti. «Quel giorno doveva pranzare e tornare a casa, ma scelse di fare quella passeggiata dalla quale non è più tornato», aggiunge la figlia, spiegando che «era nato il 3 ottobre, e quella gita a Marina di Grosseto era il regalo di compleanno che aveva voluto farsi: aveva preso il suo “camperino” ed era partito insieme a mia madre, Nicole Huyghe, per godersi due giorni di sole al mare che tanto amava».
L’incidente avvenne dopo le 9. Sul posto intervenne un’ambulanza, Pegaso atterrò in un campo vicino, c’erano pattuglie della polizia municipale per i rilievi – sul posto anche il comandante Alessio Pasquini – e un’auto dei carabinieri. La prima ricostruzione mise il ciclista in via delle Colonie da Marina verso le Collacchie. Giunto all’incrocio con la Provinciale, in un punto in cui la segnaletica orizzontale impone di dare la precedenza, il ciclista avrebbe impegnato la carreggiata delle Collacchie finendo travolto da un’auto con targa tedesca occupata da una famiglia di turisti – madre, padre e figlio – che percorreva le Collacchie, da Castiglione verso Grosseto.
Nannotti fu ricoverato a Siena in condizioni disperate. Fu trasferito a Montevarchi per una speranza di riabilitazione ma peggiorò, e fu riportato a Siena, dove gli fu diagnosticata un’infezione a causa della quale era stato infine trasportato a Montevarchi; dove è morto a causa di un collasso degli organi.
«Mio padre non era credente, non appena sarà possibile faremo una breve cerimonia direttamente al cimitero», aggiunge ancora la figlia. Il calvario della famiglia, infatti, non si è concluso; per due motivi.
Il primo, motivo per il quale i Nannotti si sono affidati all’avvocato Vincenzo Bonomei del Foro di Grosseto, è che la Procura di Grosseto ancora non si è pronunciata in merito a un’eventuale autopsia o ispezione cadaverica. Il secondo, invece, è di carattere personale: «Posso capire nei momenti immediatamente successivi all’incidente. Ma in tutti questi mesi non siamo mai stati contattati dalla persona che guidava l’auto che ha investito mio padre».
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