Toscana
È morta Maria, la cuoca della Maremma amata da Modugno e Monicelli per la sua pasta e fagioli
Iniziò nel salotto di casa fino a diventare una sorta di leggenda dei fornelli. Il ricordo del figlio: «I primi clienti furono tre santostefanesi: mia mamma aveva cucinato il pollo alla cacciatora»
MAGLIANO. La sua pasta e fagioli faceva impazzire Domenico Modugno che la chiamava perché gliela cucinasse. Mario Monicelli era uno dei suoi clienti più affezionati.
Il nome di Maria Moretti è impresso da sempre nella mente dei paesani e di tutti i buongustai dei piatti della tradizione maremmana: tortelli al ragù, gnocchi ai funghi, tagliolini al tartufo, maialino al forno e cinghiale. Questa era la sua cucina che ha portato avanti per anni nella sua trattoria, a Pereta, la Trattoria Da Maria. Quella cucina portata avanti dal figlio a cui lei ha sempre detto di «non cambiare il menù».
Moretti è morta mercoledì 17 gennaio: aveva 95 anni. Da 20 non era più al lavoro, al suo posto il figlio Luciano Pallini, che ha iniziato per caso a cucinare al suo posto: «Lei si era rotta il malleolo e io da quel giorno iniziai a cucinare. Così, senza averlo mai fatto. Se non avesse avuto quel problema non avrebbe mai smesso di venire al lavoro: amava la cucina e cucinare per gli altri».
Moretti aveva iniziato preparare piatti della trazione nel salotto di casa: cucinava e invitava tutti. «Il 25 aprile – racconta il figlio – per la festa del patrono, io e mio fratello Gusmano (morto alcuni anni fa), toglievamo i letti dalle camere per fare posto alle persone. Quando tutti andavano via, rimettevamo tutto al proprio posto».
Negli anni ‘80 Moretti trovò i locali di Pereta e lì decise di aprire la sua trattoria che ancora è lì: la cucina a vista dove i clienti vedevano lei e sua sorella tirare la pasta per fare i tortelli e cucinare i piatti che poi sarebbero arrivati in tavola. «I primi clienti – ricorda Luciano – furono tre santostefanesi: mia mamma aveva cucinato il pollo alla cacciatora. Da allora sono stati tantissimi i santostefanesi venuti in trattoria».
Donna decisa che sapeva farsi voler bene, conquistava tutti con la sua cucina semplice che aveva il sapore della famiglia: andare Da Maria era (ed è ancora perché quello che ha lasciato sarà indelebile) come stare in famiglia, in un ambiente dove chi entra si sente a casa. Con la sua morte, Pereta perde un simbolo, un’icona.
«È con profonda tristezza che annunciamo la scomparsa di Maria Moretti, la ristoratrice leggendaria del nostro borgo medioevale di Pereta – ha scritto la Pro loco – Nata nel lontano 1928, Maria ha iniziato il suo percorso culinario servendo pasti nel salotto di casa per poi aprire uno dei ristoranti più noti e apprezzati della zona. La sua passione per la cucina e l’impegno nel creare esperienze gastronomiche indimenticabili hanno guadagnato il rispetto e l’affetto di chiunque abbia varcato la soglia del suo locale. Il suo ristorante è diventato un punto di riferimento, non solo per la cucina prelibata ma anche, e soprattutto, per l’atmosfera accogliente che Maria stessa creava. Maria Moretti, con il suo sorriso gentile, lo sguardo accogliente e il talento culinario senza pari, ha lasciato un’impronta indelebile nella comunità di Pereta».
Cordoglio è stato espresso anche dal sindaco Gabriele Fusini: «Ricordo una persona affabile, sempre pronta al confronto seppur ferma nelle sue convinzioni, ospitale, sempre. Lascia un vuoto nei suoi familiari ma le persone come Maria lo lasciano in un’intera comunità. Era un’icona per Pereta, per quello che ha fatto. È un lutto per tutta la comunità».
