Il Tirreno

Grosseto

Commercio

Il re dei motorini abbassa la saracinesca: dopo 60 anni la fine di un’era

di Ivana Agostini
Il re dei motorini abbassa la saracinesca: dopo 60 anni la fine di un’era

Orbetello, chiude il salone di via Mussi. Franco Lunghi: «Tutto cominciò con Galeotti. Con lui diventai commerciante e meccanico». I sacrifici, i viaggi-premio e i motivi che hanno portato alla chiusura

4 MINUTI DI LETTURA





ORBETELLO. Ha venduto tutti i migliori marchi di motorini, che erano e sono presenti sul mercato: dalla Lambretta agli scooter più in voga, fino alle auto. Lo ha fatto per 60 anni. Adesso Franco Lunghi, della Lunghi Motor srl, dice stop: la sua attività che dal 1988 si svolge alla Spiaggetta, a Neghelli, chiude i battenti. I vetri sono già stati coperti con la carta. Il salone che un tempo accoglieva decine e decine di motorini e scooter, adesso è praticamente vuoto. Sulla porta campeggia un cartello che dice che l’attività è chiusa.

Un viaggio lungo 60 anni che Lunghi, a dirla tutta, non avrebbe nemmeno voluto interrompere. «Fosse stato per me – confessa a Il Tirreno – sarei stato ancora aperto ma in questo momento è difficile trovare anche un buon meccanico specializzato, e senza personale qualificato non è possibile stare aperti».

Se alla difficoltà a trovare i dipendenti si aggiungono i sopraggiunti limiti di età, il gioco è fatto. Lunghi ha 86 anni e fa questo mestiere da quando ne ha 25. La sua vita è stata in mezzo alle sue macchine, alle lambrette, vespe e motorini. Una passione, un lavoro, tutta la sua vita. «Tutto quello che ho fatto in questi anni – aggiunge – l’ho potuto fare anche con l’aiuto della mia famiglia e di mia moglie, Anna Bertelli, che ha cresciuto tre figlie. È stata ed è una moglie ideale». Una donna che gli è stata accanto sempre e lo fa ancora adesso. Ha cresciuto le figlie mentre lui era sempre nei suoi saloni a vendere, contrattare, a fare l’imprenditore prendendo anche molti rischi.

«Nella mia vita – racconta Lunghi – avrei dovuto scrivere un diario per far conoscere a tutti quello che ho fatto, la mia vita, il mio lavoro». Tutto ebbe inizio insieme a Brunero Galeotti a Orbetello Scalo. «Sono stato con lui dieci anni – continua – è stato anche il mio testimone di nozze. Ho imparato a fare il commerciante e il meccanico».

Lunghi, però, è sempre stato ambizioso e ha sempre voluto cercare di affermarsi nel suo campo; ma anche in quello ciclistico, come quando fondò una squadra (sponsorizzata dalla sua azienda). Ha avuto le intuizioni giusti e ha saputo fare scelte lungimiranti. «Sono stato l’unico a Orbetello a fare questo mestiere per tutti questi anni – dice – Nella mia vita ho fatto tantissime cose compreso stare sette mesi ingessato dopo un incidente».

Una vita fatta di successi e anche di difficoltà. «Sono nato dal niente – continua – ma ho cercato sempre di fare le scelte giuste, di andare avanti. Sono caduto e mi sono rialzato, sempre». C’è stato, infatti, un momento di difficoltà da un punto di vista lavorativo: un grosso investimento fatto che poi non ha portato i risultati sperati. Nonostante tutto, però, Lunghi è rimasto in piedi. Si è ripreso economicamente e ha ricominciato più determinato di prima. Un lato del carattere che ha preso da sua madre e di cui va molto fiero e orgoglioso. Una determinazione che ha trasmesso anche alle tre figlie. Una di loro, Roberta, dal 2010, è nella società col padre.

L’imprenditore ha girato anche il mondo: 27 viaggi intercontinentali fra Brasile, Cuba, Thailandia, Maldive e poi in Europa. Molti di questi erano viaggi premio per gli obiettivi raggiunti nel suo lavoro con i marchi più prestigiosi che aveva in negozio. Oggi però andare avanti diventa sempre più complicato perché nessuno dei suoi nipoti ha continuato la sua attività: tutti hanno preso strade diverse, ma Lunghi ne è orgoglioso.

Le difficoltà nel trovare meccanici e anche l’impossibilità di seguire l’attività come quando era più giovane lo hanno convinto a smettere, anche se non è stata una decisione facile. «Ho dovuto fare una litigata per convincerlo – dice la figlia Roberta – ma chiudere era l’unica decisione possibile».

Lunghi, adesso, potrà dedicarsi al suo sogno: scrivere il diario della sua vita.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»