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Gettata come un rifiuto in laguna, la seconda vita della carrozzina. Il volontario che l’ha sistemata: «La darò a chi ne ha bisogno»
Orbetello, la sedia a rotelle era stata ripescata dal volontario Fabio Lubrano. Messa a posto, è servita a due signore che aspettavano il presidio sanitario dall’Asl
ORBETELLO. Dai fondali della laguna di Orbetello a una nuova vita a servizio di chi ha bisogno. Può sembrare una sorta di favola ma è la storia di una sedia a rotelle che era stata gettata in laguna da qualche incivile e recuperata da Fabio Lubrano nelle scorse settimane durante un intervento di pulizia.
«Quando ho visto la carrozzina che aveva tirato fuori Lubrano – racconta Gigi Petri, 70enne orbetellano volontario della Croce Rossa – gli ho chiesto se me la poteva portare per rimetterla a posto e così è stato: l’ho messa ad asciugare, ho sostituito una ruota che non girava più. Ho fatto una manutenzione generale ed è tornata perfettamente funzionante. Rispetto a una carrozzina nuova è meno brillante nel colore, per il resto ne ha tutte le funzioni».
Che la carrozzina è tornata a essere funzionante lo dimostra il fatto che è stata utilizzata da due donne che ne avevano bisogno in attesa di ricevere quella dell’Asl.
«La sedia a rotelle recuperata in laguna e sistemata – aggiunge Petri – è servita a una signora di Magliano che era in attesa di averne una dall’Asl e poi a una donna di Orbetello. Adesso che loro hanno ottenuto il presidio dall’azienda, ho di nuovo la carrozzina io. Se dovesse servire a qualcuno gliela consegnerò, altrimenti la porterò in sede alla Croce Rossa dove potrà essere utile a qualcun altro che ne avrà bisogno».
Petri dice la sua anche sull’abbandono della carrozzina in laguna. «Spero che si sia trattato di quelle che noi chiamavamo “ragazzate” anche se non dovrebbe succedere – dice il volontario della Cri – Magari qualche ragazzo l’ha vista in un androne di qualche portone e l’ha presa e gettata in laguna. Se si trattasse di un adulto che se n’è liberato in quel modo, allora non ha nessuna giustificazione. La sedia a rotelle non può essere un oggetto di cui ci si libera buttandolo in laguna. È utile a chi ha difficoltà anche temporanee nella deambulazione. Con questa carrozzina abbiamo evitato che due donne pagassero l’affitto in attesa di vedersi quella assegnata dall’azienda sanitaria. Un grazie a chi l’ha recuperata».
Un grazie a Lubrano e anche a Gigi Petri sempre pronto a dare una mano come volontario e come vicino. Per la sua capacità di aggiustare le cose lo hanno soprannominato, da tempo, “il 118 delle attrezzature”.
«Se si può aiutare – conclude – perché non farlo? A volte ci sono dei gesti che costano veramente poco o nulla ma che servono ad aiutare gli altri». E proprio la figlia di una delle due donne che ha usufruito della carrozzina ha pubblicato un ringraziamento su Facebook. «La carrozzina recuperata dalla laguna è servita a mia madre che giorni fa si è fratturata un femore e che in seguito ha dovuto subire un intervento chirurgico. Inoltre ci ha fatto risparmiare l’onere di affittarne una in attesa di quella della Asl. Volevo ringraziare le persone che hanno permesso tutto ciò, mentre riguardo a chi, con spregio, l’ha gettata in laguna credo non ci sia da aggiungere molto oltre al disprezzo di tale gesto».
Sull’inciviltà do quanto successo era intervenuta anche la presidente della onlus Oltre lo sguardo, Elena Improta, che aveva condannato il gesto sottolineando l’importanza delle sedie a rotelle. «Qualsiasi persona decidesse di disfarsi di una sedia a rotelle – aveva detto Improta – dovrebbe sapere che esistono associazioni e strutture in cui è possibile portare anche presidi sanitari usati che possono essere riciclati per chi ne ha bisogno».
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