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Morto a 27 anni di meningite: la febbre a 40, le strane macchie e la tragedia

di Matteo Scardigli
Morto a 27 anni di meningite: la febbre a 40, le strane macchie e la tragedia

Carlos Ivan Dealtin, originario del Veneto, aveva raggiunto la Maremma per trascorrere il Capodanno con la compagna

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GROSSETO. Secondo l’autorità sanitaria locale la situazione è sotto controllo. Carlos Ivan Dealtin era partito in treno dalla stazione di Montebelluna (provincia di Treviso, in Veneto) a fine dicembre diretto a Follonica, a casa della compagna, per trascorrere insieme il Capodanno. Manifestando febbre intorno ai 40 gradi e macchie violacee sul corpo era quindi andato al pronto soccorso del Sant’Andrea di Massa Marittima, dal quale era stato trasferito al Misericordia di Grosseto, dov’è morto due giorni dopo in un letto del reparto di rianimazione a causa di una meningite fulminante.

Il 27enne Dealtin era nato a Rosà, un paese della provincia di Vicenza, e si era trasferito a Montebelluna da poche settimane. In tutto il Veneto, nel corso del 2023, si erano verificati nove casi della malattia, che si era manifestata soprattutto fra i più giovani (a fine ottobre era morta una bambina di 5 mesi).

A Montebelluna, non appena è stata confermata la notizia del decesso di Dealtin, è stata attivata la profilassi dei contatti diretti del giovane uomo, tra i quali la madre e gli amici più stretti, tutti stati contattati dalla locale Ulss (omologa veneta dell’Asl).

Il 27enne si era presentato prima al punto di primo soccorso di Follonica e poi al presidio sanitario di Massa Marittima (intorno alle 20), sempre con una temperatura di circa 40 gradi e strani sintomi che non riusciva a spiegare: in particolare l’insorgere e il peggiorare di piccole macchie rossastre o violacee (dovute a micro-emorragie dei vasi, si è poi scoperto), ma anche alcune difficoltà respiratorie.

Il personale del Sant’Andrea lo aveva sottoposto a visite e accertamenti, prendendo infine la decisione di consegnarlo ai colleghi camici bianchi in forze al Misericordia. Qui – confermava Asl nella sera di martedì – durante gli esami e i trattamenti del caso, le sue condizioni di salute erano improvvisamente peggiorate fino ad arrivare al decesso, avvenuto a notte fonda (erano circa le 3); decesso da attribuire, in base agli esami di laboratorio eseguiti nelle ore successive, a una patologia fulminante.

Meningite (ancora in attesa di tipizzazione) che si presentava accompagnata da una setticemia. L’autorità sanitaria veneta, nell’ambito della profilassi eseguita sul territorio di competenza, si è mossa proprio in questa direzione. L’ipotesi, infatti, è che Dealtin potesse aver contratto la malattia nella zona di provenienza.

In via Senese, la salma del 27enne era stata poi trasportata dal reparto di rianimazione all’obitorio a fianco dell’ospedale. Lì era stata quindi prelevata dal carro funebre di un’agenzia di onoranze giunto appositamente dal Veneto e subito ripartito in direzione della regione di origine di Dealtin, dov’è arrivato nelle prime ore di ieri per riconsegnare il corpo alla famiglia; che, nel corso della giornata di ieri, ancora sotto choc per la perdita, era alle prese con l’organizzazione dei funerali.

Attorno alla casa veneta del 27enne, la comunità si è stretta nel dolore.

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