Il Tirreno

Grosseto

L'aggressione

Grosseto, coltellate alla stazione: l'aggressore resta in carcere. Urlò: «Ti ammazzo»

Grosseto, coltellate alla stazione: l'aggressore resta in carcere. Urlò: «Ti ammazzo»

Decisive le testimonianze e le immagini delle telecamere. Per gli iniquirenti è stato un tentato omicidio

24 dicembre 2023
4 MINUTI DI LETTURA





GROSSSETO. Fermo convalidato e custodia in carcere: sussiste il pericolo che l’indagato possa allontanarsi, c’è il rischio che possa commettere di nuovo un episodio violento. Rimane in carcere Iskander Otay, il cittadino tunisino di venti anni sospettato di tentato omicidio, cioè di essere l’autore dell’accoltellamento alla schiena di un connazionale di 35anni, lunedì scorso nella piazza della stazione, un’aggressione alla quale avrebbero partecipato altre quattro persone. Lo ha deciso il giudice delle indagini preliminari Cecilia Balsamo, sciogliendo la riserva assunta al termine dell’udienza di venerdì pomeriggio, quella nella quale l’indagato aveva rilasciato alcune dichiarazioni, spiegando di non aver voluto uccidere nessuno. «Ti ammazzo», avrebbe invece detto secondo l’accusa.

Se saranno confermate le ipotesi investigative – basate sulle dichiarazioni delle persone in qualche modo coinvolte – l’accoltellamento alla stazione sarebbe strettamente connesso con un altro episodio violento, quello avvenuto poche decine di minuti prima in via Aquileia/via della Pace, davanti alla pizzeria “Pizza e Delizie”. Ci sarebbe stata di mezzo una questione relativa alle offese che sarebbero state pronunciate nei confronti di una donna: l’aggredito, informato dell’episodio, sarebbe andato in via della Pace avrebbe cercato di mettere pace o comunque avrebbe detto qualcosa che non sarebbe stato mandato giù da qualcuno del gruppo. E al primo episodio davanti alla pizzeria – quando erano volate anche le sedie, oltre che una bottiglia di birra che avrebbe colpito il 35enne – era poi seguita una sorta di “spedizione punitiva” fino al piazzale della stazione, che la vittima aveva successivamente raggiunto.

Quello che è certo – ed è confermato anche dalle telecamere – è che il 35enne sarebbe stato aggredito da cinque persone (tra cui un 17enne – di lui si occupa la Procura dei minorenni) . Uno sarebbe stato conosciuto dalla vittima e dai testimoni: Iskandar Otay. I carabinieri, raccolti i primi elementi, hanno confrontato le immagini e hanno acquisito le foto del possibile responsabile, così da poterlo rintracciare, come poi è avvenuto. Hanno ascoltato le parole del 35enne portato in ospedale, per capire la dinamica e le ragioni. Hanno acquisito il referto medico, quello che parla della coltellata alla schiena che ha causato una lesione polmonare e delle altre ferite alle gambe di minore entità. Hanno portato il tutto all’attenzione del pm Valeria Lazzarini che ha formulato l’ipotesi del tentato omicidio: perché è vero che l’uomo è stato dichiarato fuori pericolo dai medici ma è anche vero che la regione del corpo alla quale è stato colpito è vitale e anche un centimetro di differenza avrebbe potuto causare un evento letale. Una prospettazione che sarebbe stata fatta propria anche dalla gip, che ha ritenuto legittimo il provvedimento di fermo di indiziato fondato sulla ricostruzione effettuata dai carabinieri del Nucleo operativo.

L’aggressione sarebbe avvenuta in un angolo del piazzale della stazione. Il 35enne sarebbe stato in compagnia di alcuni connazionali quando avrebbe visto il gruppetto di cinque persone avvicinarsi con fare minaccioso: qualcuno avrebbe tirato delle bottiglie in aria ma nessuno sarebbe rimasto ferito. L’uomo aveva capito che ce l’avevano con lui, perché avrebbe riconosciuto qualcuno tra quelli di via Aquileia: avrebbe cercato di scappare, sarebbe stato raggiunto, sarebbe finito a terra. È in quei momenti sarebbe stata vibrata la coltellata, di cui viene ritenuto autore Iskandar Otay, mentre gli altri quattro lo avrebbero comunque preso a calci e pugni. «Adesso ti ammazzo», la frase che sarebbe stata pronunciata. Quando i carabinieri erano arrivati, ed erano passate da poco le 19, 30, avevano trovato il 35enne seduto su una sedia, sanguinante alla schiena. Tutti gli altri erano fuggiti. Lui era stato portato subito al pronto soccorso dal 118, i militari avevano cercato di cristallizzare la scena ascoltando i presenti che avevano assistito alla scena e individuando le telecamere dalle quali poter ricavare elementi utili. Nel giro di poche ore i carabinieri hanno rintracciato Iskander e lo hanno poi sottoposto a fermo.

In Tribunale, l’indagato ha detto di non aver voluto far male a nessuno e il suo difensore, l’avvocato Gabriele Dell’Unto, ha cercato di mitigare comunque la gravità delle contestazioni mosse. L’imputazione provvisoria resta però confermata e la gip ha deciso per il carcere, convalidando il fermo. I carabinieri intanto proseguono nelle indagini, per arrivare a identificare gli altri componenti del gruppo.


 

Primo piano
La presidente del Consiglio

Manganellati a Pisa e Firenze, Meloni: «È pericoloso togliere il sostegno alle forze dell’ordine»

Le nostre iniziative