Italia
Un deposito di scorie nucleari a 24 chilometri da Capalbio
Montalto di Castro ritenuto idoneo dal Ministero come sito di stoccaggio. Il sindaco Chelini: «Sono sempre stato contrario e sono pronto a dare battaglia»
CAPALBIO. Un deposito di scorie nucleari a 24 chilometri da Capalbio. Montalto di Castro è tra le 51 aree ritenute “idonee” a ospitare residui radioattivi. Lo stesso Tarquinia, che da Capalbio dista una quarantina di chilometri.
Il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica ha pubblicato sul proprio sito l’elenco delle aree idonee per il deposito nazionale delle scorie nucleari, contenuto nella Carta Nazionale delle Aree Idonee. Tra le 51 aree prescelte ci sono le località di Tarquinia e Montalto di Castro oltre ad altri Comuni della provincia di Viterbo (su 51, 21 sono nel Lazio). Non è la prima volta che Montalto e Tarquinia vengono indicate in questo elenco ma adesso la novità consiste nel fatto che i Comuni che vogliono ricevere le scorie (può sembrare strano ma potrebbero essercene) e non sono ricompresi nell’elenco del ministero, ma anche quelli che sono nella lista, potranno presentare le loro autocandidature.
Dal canto loro, Montalto e Tarquinia continueranno a dare battaglia come hanno fatto in passato. Sono stati molti i comitati che sono nati per dire no al deposito. Lo conferma a chiare lettere la sindaca di Montalto Emanuela Socciarelli pronta a tutto. «Il deposito passerà solo se ce lo imporranno dall’alto ma anche in quel caso dovranno passare sui nostri cadaveri – dice la sindaca – ci opporremo in ogni modo. Io ho un ufficio, in Comune, che si occupa solo delle opposizioni. Il nostro terreno è saturo di impianti, eolico fotovoltaico. Senza contare che una parte del deposito è prevista proprio dove c’è un pianto fotovoltaico. Noi siamo contrari. Non ne possiamo davvero più. Con Manciano avevamo fatto un ricorso al Tar perché ci avevano negato l’accesso agli atti – aggiunge – ma anche Capalbio sarà con noi perché avere scorie nucleari a 20 chilometri non credo sia quello che vuole un territorio turistico. Per non parlare del fatto che hanno scelto come area idonea un sito a 150 km da Roma Capitale, un luogo sensibile agli attentati come un sito nucleare a 100 chilometri dal Parlamento».
Con la sindaca saranno compatti tutti gli altri sindaci del territorio viterbese. Per esempio Alessandro Giulivi di Tarquinia. Le barricate che alzeranno nel Lazio trovano il favore anche del sindaco di Capalbio Gianfranco Chelini. «Sono sempre stato contrario al deposito e sono pronto a schierarmi accanto alla sindaca di Montalto». Perché se è vero che Montalto e Capalbio sono distanti oltre 20 chilometri, la presenza di un deposito di scorie nucleari in un territorio ad alta vocazione turistica e agricola fa storcere il naso al primo cittadino capalbiese. Era il 2021 quando per la prima volta venne pubblicato l’elenco delle zone idonee e già allora, il compianto sindaco Settimio Bianciardi aveva annunciato battaglia schierandosi al fianco dei Comuni interessati. «Il Comune di Capalbio – diceva due anni fa Bianciardi – si impegna a intraprendere tutte le azioni necessarie per fare chiarezza sulle modalità di gestione delle scorie, sui criteri con cui sono stati individuati i siti e porterà avanti tutte le azioni utili per tutelare la nostra terra. È il momento di fare fronte comune tra istituzioni, associazioni e cittadini, per proteggere il territorio e la sua gente». Un intento fatto proprio dal Chelini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
