Il Parco della Maremma assume due guardie: si candidano 800 aspiranti
Lavoro fisso e nella natura: il bando viene preso d’assalto
GROSSETO. Desiderio di prendersi cura dell’ambiente, o magari di sistemarsi con un posto fisso. Chissà. Fatto sta che in quindici giorni (le domande si sono chiuse ieri a mezzanotte) oltre 800 persone hanno risposto al bando pubblicato dal Parco della Maremma per l’assunzione a tempo indeterminato di due guardiaparco. «Siamo rimasti sorpresi noi stessi - dice Simone Rusci, presidente del Parco regionale - dalla risposta al nostro bando. Un segnale importante e non solo di trasparenza: il Parco ha un’immagine molto forte, riconoscibile. Le 800 persone che si sono candidate per i due posti vanno in controtendenza rispetto a quello che succede in altri enti, che hanno avuto avvisi pubblici deserti. Siamo un’area di rilevanza nazionale. Il lavoro di guardiaparco, anche se non è retribuito in base alle funzioni svolte, è stimolante per chi ama stare a contatto con la natura, per chi ha fatto studi di biologia e scienze naturali, ed è uno sbocco per chi si occupa di ricerca».
L’organico attuale delle guardie del Parco è di sei persone. «Fino a qualche anno fa - aggiunge Rusci - questa figura era una sorta di agente di polizia municipale esposto anche a dei rischi, tanto che si sono state anche delle aggressioni. Nel tempo il guardiaparco è cambiato. Ha sempre un compito di vigilanza e di monitoraggio ambientale, ma le sue mansioni sono state valorizzate, lavora al fianco del ricercatore e svolge anche attività didattica, con i giovani, con gli studenti, fornisce assistenza al turista; è insomma un soggetto che ha molte competenze e capacità relazionali».
Il presidente Rusci conta di immettere in organico i due nuovi dipendenti a tempo indeterminato nella primavera 2024, dopo aver espletato il concorso, che prevede una preselezione, prova scritta e colloquio orale. «I primi due - spiega - saranno assunti subito, ma la graduatoria rimarrà aperta, per far fronte ai pensionamenti previsti nei prossimi due anni». Oggi il Parco della Maremma può contare su 18 dipendenti a tempo pieno. «Il consiglio - sottolinea Rusci - ha deciso di sacrificare alcune figure per aumentare la professionalità. Abbiamo esternalizzato la manutenzione per aver risorse da impiegare in nuove assunzioni. Con i due guardiaparco arriveremo a 20 assunti, ma contiamo di arrivare al limite del tetto che ci viene imposto con un bando per amministrativi. Siamo sotto organico. La scorsa estate abbiamo assunto quattro guardiaparco a tempo determinato, laureati in biologia, antropologia e scienze naturali e mi auguro di avere personale qualificato dal concorso».
Parla il comandante
Luca Tonini, 64 anni, è il comandante delle guardie del Parco della Maremma: entrò nel 1986 e oggi ama come allora il suo impiego. «Prima di vincere il concorso - racconta - studiavo medicina, sarei potuto andare in banca ma non cambierei questo lavoro con nulla al mondo. Sapete cosa vuol dire avere un ufficio di diecimila ettari? È un lavoro che d’estate ti guarda in faccia, serve sacrificio, amore per la natura. Nei mesi caldi diventi agente della municipale, un vigile del fuoco. Quando entrai eravamo in diciotto, adesso comando cinque guardie. D’estate arriva qualcuno a darci una mano, ma siamo pochi».
In questi anni il lavoro è cambiato. «Ci sono pochi casi di bracconaggio o di pesca di frodo - sottolinea Tonini - però dobbiamo stare attenti ai divieti di sosta, agli abusi edilizi, alla gestione della fauna, dobbiamo assistere i ricercatori e aiutare a mettere le trappole per il lupo, senza far correre rischi ai visitatori. È un lavoro bellissimo e comprendo che in due settimane abbiano presentato domanda ottocento persone».
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