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Guida Michelin, ristorante di Orbetello premiato per il buon rapporto qualità-prezzo

di Maurizio Caldarelli

	Stefano Sorci ed uno scorcio del locale
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Stefano Sorci ed uno scorcio del locale

L’Oste Dispensa di Orbetello è stato inserito nei locali Bib Gourmand del 2024. Chef Sorci: «La ricetta? Sapori del territorio, sostenibilità e l’etica in cucina»

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ORBETELLO. Una nuova eccellenza della ristorazione maremmana entra, anzi ritorna nella Guida Michelin: è L’Oste Dispensa di Orbetello. Il ristorante di Francesca Zauli, che ha come chef il marito Stefano Sorci («Ci siamo conosciuti alla scuola alberghiera», racconta la proprietaria), è stato inserito nei Bib Gourmand 2024, un riconoscimento che, dal 1997, viene assegnato a quei locali che si distinguono per il buon rapporto qualità-prezzo e che offrono un menu completo – a pranzo e a cena – a un prezzo massimo di circa 40 euro. «Per noi è una soddisfazione immensa – dice Francesca Zauli – rientrare nella guida più importante d’Italia. Eravamo entrati nel 2019, poi siamo rimasti chiusi per un anno e mezzo anche a causa di importanti lavori di ristrutturazione e abbiamo riaperto nel 2022».

«Cosa ci rende speciali? Come hanno testimoniato gli ispettori della Guida, per prima cosa la qualità-prezzo: utilizziamo per i nostri piatti prodotti del territorio, pesce di mare e di laguna, verdure bio a chilometro zero, pasta fatta in casa. Abbiamo una carta di piatti fissa e il menu del giorno che varia in base al periodo, sia per il pesce che per le verdure». Fino al prossimo 18 dicembre è aperto dal venerdì alla domenica, poi si prenderà un periodo di ferie per riaprire a marzo.

Qual è il vostro cliente ideale, chiediamo. «Quello che ama i sapori del territorio. Siamo anche nella guida delle osterie d’Italia e del Gambero Rosso e arrivano clienti da tutta Italia che amano lo slow food e la buona cucina». «Il nostro miglior pregio – sottolinea anche lo chef Stefano Sorci – è quello di lavorare la materia prima del territorio ad alto tasso di sostenibilità, ma ci distingue anche l’etica e il rigore all’interno della cucina». C’è un piatto che più di altri vi caratterizza? «Dipende molto dal periodo. Tra le specialità che serviamo a tavola e che più parlano della nostra terra c’è la pasta fatta in casa con la bottarga di Orbetello, la pescatrice alla cacciatore e l’anguilla, anche se quest’anno, a causa dell’invasione del granchio blu è venuta un po’ a mancare. Per il futuro cercheremo di correre ai ripari per fermare questa specie aliena che sta devastando il nostro ecosistema».

E proprio il granchio blu è stato una delle novità dell’Oste Dispensa nella scorsa estate: «L’abbiamo lavorato per tutta la stagione, proponendolo con il picio. Devo dire che è piaciuto molto ai nostri clienti». E la cantina? «Puntiamo molto su vini biologici e biodinamici, su prodotti di cantine che raccontino il nostro straordinario territorio».
L’Oste dispensa di Orbetello va a unirsi a due ristoranti che si sono visti confermare il Bib Gourmand anche per il 2024, il Sottomarino di Follonica e l’Antica Fattoria del Grottaione a Montenero d’Orcia, Castel del Piano.

La provincia di Grosseto è rappresentata, come lo scorso anno, da sei ristoranti che possono fregiarsi dell’ambita stella. In Italia ci sono quaranta ristoranti con due stelle Michelin. Tra questi si è confermato Caino, a Montemerano, con i piatti sopraffini preparati dalla chef Valeria Piccini. Ha purtroppo perso una delle due stelle, la seconda presa nel 2011, il ristorante Bracali, a Ghirlanda, alle porte di Massa Marittima, che rimane comunque tra le eccellenze di casa nostra, con una stella, insieme alla Trattoria Enrico Bartolini alla Badiola a Castiglione della Pescaia, il Gabbiano 3.0, con lo chef Alessandro Rossi, al porto della Maremma a Marina di Grosseto, il ristorante del Pellicano a Porto Ercole e il ristorante Silene a Seggiano. 

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