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Grosseto, ordinanza del sindaco per un cane pericoloso: «Necessario l’intervento terapeutico»
Sull’episodio il veterinario Asl ha evidenziato «un rischio elevato per l’incolumità pubblica»
Grosseto Il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, con un’ordinanza firmata ieri, ha chiesto misure di detenzione in condizioni di sicurezza per un cane pericoloso, chiedendo, se necessario, «un intervento terapeutico comportamentale a tutela della pubblica incolumità».
Il cane in questione, a seguito della valutazione delle condizioni psicofisiche e della corretta gestione effettuata il 19 ottobre scorso dal dottor Sebastiano Mancini, veterinario ufficiale dell’Asl Toscana sud est, sede di Grosseto, era già stato oggetto di un’ordinanza sindacale emanata dal Comune di Grosseto il 3 novembre 2020.
Il dottor Mancini nella sua valutazione ha riscontrato un «rischio potenziale elevato per l’incolumità pubblica», e ha notato un aggravamento del rischio medesimo, dal momento che l’animale ha manifestato il proprio atteggiamento aggressivo su altri cani in maniera ripetuta e soprattutto in tempi brevi. Nell’ordinanza del sindaco si richiede che l’animale sia sottoposto a una valutazione comportamentale da parte di un veterinario esperto in comportamento animale e se necessario a un intervento terapeutico comportamentale, «con spese a carico del proprietario, e che presenti entro 30 giorni dalla notifica dell’ordinanza, il referto relativo alla visita, comprensivo di diagnosi e di eventuale piano terapeutico e successivamente la certificazione dell’esito finale del trattamento terapeutico comportamentale, se prescritto. Nella valutazione finale deve essere attestata anche la capacità del proprietario o detentore alla corretta gestione dell’animale».
All’occhio del cittadino della strada l’ordinanza ha destato curiosità, perché non è usuale, ma non per gli addetti ai lavori: «Di casi come questo – sottolinea il dottor Giorgio Briganti, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana Sud Est – ne vediamo diverse decine all’anno. Non tutti gli episodi arrivano a un’ordinanza del primo cittadino, dipende dalla gravità dell’episodio che viene segnalato dal pronto soccorso. In ogni caso cani aggressivi verso altri animali e l’uomo se ne trovato un po’ in tutta la provincia di Grosseto e via via i primi cittadini fanno ordinanze». Il dottor Briganti sottolinea che «sono richieste che facciamo in relazione a un’ordinanza ministeriale sulla gestione dei cani aggressivi, pericolosi per l’incolumità pubblica. Quando ci sono episodi di morsicatura tra animali e uomo, facciamo subito una verifica, tesa ad accertare l’indole dell’animale e verificando l’atteggiamento che mostra possiamo fare delle prescrizioni. Ci sono casi in cui il veterinario non attesta che ci sia necessità di restrizioni, ma che si è trattato di un episodio sporadico. Magari il cane è stato aggressivo perché qualcuno s’è avvicinato alla ciotola perché stava mangiando. La valutazione può portare alla decisione – prosegue il direttore del dipartimento – che l’animale debba essere condotto dal proprietario esclusivamente con la museruola, oppure al guinzaglio per evitare che arrivi a collisione con altri, ma anche, come in questo caso, che debba frequentare, insieme al proprietario, un corso di conduzione e comportamento, ai fini di un suo miglioramento comportamentale. Esiste una lista di episodi nella quale lo stesso soggetto viene inserito uno, due, tre e anche quattro volte. E in ogni occasione vengono graduate le modalità della conduzione dell’animale. Il tutto con lo scopo che si riduca la possibilità che possa essere mordace».
Cosa succede al proprietario oggetto dell’ordinanza di ieri del sindaco? «Deve portare il proprio cane da un veterinario comportamentista, che attesti come stanno le cose e prescriva un corso di addestramento e conduzione, strutturato, che può essere tenuto da un addestratore specializzato. Alla fine del corso, che può durante diverse sedute, in base alla gravità del caso, l’istruttore dovrà certificare che il cane è pronto per tornare a confrontarsi con i suoi simili».
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