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A Massa Marittima

La rinascita del Borgo di Perolla tra prodotti bio e sostenibilità

Nicole Terribile
La rinascita del Borgo di Perolla tra prodotti bio e sostenibilità

Negli oltre mille ettari di bosco sorgeranno anche strutture ricettive

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MASSA MARITTIMA. Una rinascita all’insegna dalla sostenibilità. Oltre mille ettari di bosco, un uliveto secolare e una vigna, il tutto circondato da edifici storici, una piccola chiesa sconsacrata e il rudere di un castello che un tempo fu dei De Pannocchieschi. Tutto questo è Borgo di Perolla, una realtà medievale nel cuore della Maremma, oggi pronta a rinascere.

A permettere la rivalutazione del Borgo all’insegna della sostenibilità è la società Gibbi di Gaetano Buglisi. Da anni, ormai, il Borgo di Perolla versava in uno stato di incuria e abbandono, dopo la fine della gestione Sensi. Ma ha avuto una storia intensa sin dalla fine degli anni Novanta, quando l’ex numero uno della Roma, Franco Sensi, decise di acquistarla per realizzarci un maxivillaggio turistico e un grande centro polisportivo per la squadra. Nel 2009 si era poi inserita Unicredit, che ha poi ceduto l’area al gruppo di Buglisi. Il percorso di recupero della tenuta è coordinato da Sustenia, agenzia che si occupa di sviluppo sostenibile. Un progetto che «mira a rivalutare in primis il patrimonio boschivo della tenuta, ricco di biodiversità nonché a ripristinare le attività agricole e zootecniche praticate un tempo nel borgo».

A spiegare a Il Tirreno nel dettaglio in cosa consisterà il progetto di recupero sostenibile è proprio il ceo di Sustenia, Filippo Sciacca: «L’obiettivo è usare sempre meno concimi chimici, a favore di quelli biologici. Gli oliveti hanno bisogno di un po’ di cure: una parte ha bisogno di una potatura piuttosto massiccia, che dovrà essere effettuata a marzo, mentre l’altra avrà bisogno di più interventi. Dovremo istruire anche i potatori del territorio che se ne prenderanno cura per lavorare in maniera sostenibile». Nell’area c’è anche un piccolo vigneto: vino e olio che nasceranno saranno venduti in loco. «L’obiettivo non è stravolgere il territorio - dice ancora Sciacca -, ma tornare a produrre e riqualificare un territorio abbandonato all’insegna della sostenibilità. Alcuni professori universitari stanno valutando anche gli aspetti zootecnici, e in particolare se potranno essere inseriti nell’area specie autoctone, come suini o bovini. Per quanto riguarda il bosco, invece, riqualificheremo anche i sentieri». Inoltre, è già in fase di definizione un piano di gestione del bosco che porterà alla certificazione di sostenibilità a garanzia degli stakeholder che utilizzeranno «i prodotti del bosco e della terra, con coltivazioni biologiche e la possibilità di rilasciare sul mercato crediti eco-sistemici volontari».

Il piano di rilancio del Borgo prevede, inoltre, la creazione di strutture recettive per accoglienza turistica a partire dal recupero degli immobili di pregio presenti nella tenuta, valorizzando le caratteristiche originali. Anche questi seguiranno i criteri di sostenibilità, come la raccolta delle acque piovane che potranno essere riutilizzate per l’irrigazione. Ma c’è di più, il recupero vuol donare nuovo splendore e opportunità di visite speleologiche alla "Grotta del Frate di Perolla", una delle più belle grotte site in Maremma che, comunque, è stata ben mantenuta durante tutti questi anni. Un progetto ambizioso che intende portare l’azienda, in un percorso pluriennale, a divenire una realtà pienamente “carbon neutral” con esclusiva alimentazione a energie rinnovabili. La Proprietà ha le idee chiare: Borgo di Perolla deve diventare un esempio virtuoso che pone la massima attenzione all’ambiente creando, nel territorio, sviluppo economico e sociale. A riprova dell’eccellenza del team di esperti che sta lavorando al progetto, a capo della direzione scientifica c’è il professor Luca Sebastiani della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, coinvolto, per Borgo di Perolla, nella progettazione di percorsi agricolo-forestali improntati al conseguimento di produzioni sostenibili per Borgo Pergola.

«Per il settore olivicolo - dichiara il professor Sebastiani, direttore del centro di ricerca produzioni vegetali della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa - l’obiettivo di medio termine è il recupero degli oliveti esistenti ripristinando la piena produttività mediante l’adozione di tecniche rispettose dell’ambiente. Per l’area boschiva, lo scopo è quello di elaborare in aggiunta a quanto già esistente, delle linee guida di gestione sostenibile utili al conseguimento di future certificazioni (crediti di carbonio e crediti di sostenibilità). A oggi - conclude - sono stati eseguiti diversi campionamenti e analisi del suolo e delle acque per calibrare gli interventi agronomici e forestali verso criteri di sostenibilità nonché per verificarne nel tempo la loro efficacia».

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