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I canguri wallaby a Semproniano al Centro degli animali selvatici

di Sara Landi
I canguri wallaby a Semproniano al Centro degli animali selvatici

Tredici esemplari di piccoli marsupiali: in genere non superano il metro d’altezza. Discendono da una coppia che era stata adottata nel ’91 direttamente in Australia

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SEMPRONIANO. Sono arrivati da pochi giorni al Centro per il recupero degli animali selvatici di Semproniano, ma si sono subito inseriti perché hanno trovato un ambiente molto simile a quello di provenienza. Sono i tredici esemplari di wallaby, piccoli canguri sequestrati nel parco dell’isola dei Cipressi che si trova in mezzo al lago di Pusiano in provincia di Como.
I wallaby sono marsupiali appartenenti alla famiglia dei Macropodidi e sono originari dell’Australia. Le loro dimensioni sono inferiori a quelle dei canguri: in genere non superano il metro di altezza e i venti chili di peso. Gli animali discendono da una coppia di wallaby adottata nel 1991 direttamente in Australia dal proprietario dell’isola, un imprenditore tessile che in quel periodo decise di unificare la proprietà dell’isolotto, frammentata tra vari parenti, e dare vita a un parco popolato di animali come gru, pavoni, tartarughe e scoiattoli, divenuto negli anni punto di attrazione per famiglie, bambini e turisti. Oggi invece la loro nuova casa è il Centro di recupero degli animali selvatici della Maremma vicino a Semproniano gestito dal dottor Marco Aloisi.
«I wallaby sono stati sequestrati – spiega il veterinario – perché sono censiti tra le specie considerate pericolose ai sensi di una legge del 1996». Si tratta di un decreto del ministero dell’Ambiente del 19 aprile 1996 che elenca «le specie animali che possono costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica». Spiega il dottor Aloisi: «La pericolosità di un animale non dipende solo dal suo essere selvatico e quindi potenzialmente aggressivo verso l’uomo, ma anche da ragioni sanitarie legate alla possibilità di trasmissione di malattie e virus. In ogni caso la legge del 1996 consentiva alle persone già in possesso di animali pericolosi prima della sua entrata in vigore di continuare a detenerli fino alla loro morte naturale a patto di fare una denuncia alla Prefettura».
Questo adempimento non è mai stato fatto nel caso dei wallaby dell’isola ed è il motivo per cui dopo una lunga battaglia legale si è arrivati a disporre il sequestro degli animali. L’operazione è stata tutt’altro che semplice: i carabinieri forestali, affiancati da veterinari, vigili del fuoco e personale di una ditta specializzata nel recupero di animali hanno impiegato due giorni per catturare con reti e trappole tutti gli esemplari, per i quali è stato disposto il trasferimento in un centro specializzato riconosciuto dal ministero dell’Ambiente come il Cras di Semproniano. Qui i wallaby potranno vivere liberi nel rispetto delle loro esigenze etologiche. «Gli animali stanno bene – dice Aloisi – ma non sono mai stati né censiti né classificati per cui non sappiamo neanche le età dei singoli esemplari. Si tratta di una piccola popolazione cresciuta fuori da ogni controllo di legge».
Il Centro, uno dei pochissimi in Italia con questa funzione, si estende su un’area di 23 ettari. In 20 anni ha accolto più di 15mila animali, provvedendo a reimmetterne in natura circa il 60-70%. Attualmente la struttura si prende cura di circa mille animali tra esotici (come grandi felini, lama, lupi, zebre, pappagalli brasiliani, coccodrilli, serpenti tropicali, scimmie) e selvatici (come lupi, ibridi cane-lupo, istrici, uccelli rapaci e altri ancora).
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