Italia
Orbetello, lo sfogo: «Noi aggrediti da un grosso cane lasciato libero da solo nel parco»
Sotto choc una donna a spasso col suo quattro zampe in Feniglia
ORBETELLO. Aggredita da un cane mentre porta a passeggio il suo. La brutta avventura è capitata, sabato mattina, a Claudia Massara mentre stava portando a passeggio il suo quattro zampe, legato al guinzaglio lungo la Feniglia.
«Mentre camminavo nello stradello che conduce all’inizio del parco della Feniglia – racconta Massara – con il mio cane rigorosamente al guinzaglio, ho visto un grosso molossoide maschio di livrea marrone, petto bianco, pelo raso, collare arancione, che vagava libero. Mi sono fermata e ho aspettato che comparissero i proprietari. Non si è visto nessuno. Poi il molossoide ha visto noi».
È a questo punto la situazione è diventata pericolosa. «Si è messo a correre ringhiando e abbaiando verso di noi – aggiunge la donna – ho preso il mio cane in braccio visto che pesa poco, per fortuna, e mi sono girata faccia al muro mentre il molosso faceva un balzo addosso. La sua preda era il mio cane. Ho urlato, chiesto aiuto, tirato un paio di calci a vuoto. Il molosso ha continuato a saltarmi addosso e io a urlare, poi per fortuna ha desistito. Un’anima gentile mi ha visto e, dopo aver giustamente messo il proprio cane in macchina, si è avvicinato. Lo ringrazio ancora perché mi ha dato sicurezza».
Massara è andata subito a segnalare la presenza del cane alla forestale che ha la sede all’interno della Feniglia che è andata subito a controllare. L’avventura di Massara si è conclusa con tanto spavento e qualche graffio. «A parte questo – continua – ci è andata bene. Molto bene. Amo gli animali ma non amo i proprietari scellerati. Spero che il cane sia stato messo in sicurezza. Qualche ora dopo, mentre ripassavo lo stradello ovviamente in macchina, non c’era più».
Massara invita tutti coloro che conducono i cani a passeggio a fare attenzione e a passare parola anche sul come devono essere portati gli amici a quattro zampe a passeggio per l’incolumità propria e altrui.
Sempre sabato, sulla spiaggia, però, c’era un altro cane libero che scorrazzava senza ubbidire alla voce della padrona che lo richiamava a sé. «Era un cane da caccia – conclude Massara – magari era innocuo però visto quanto era accaduto prima temevo per il mio cane che era ancora spaventato da quanto era successo».
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