Il presidio
Goffredo e il giallo della morte all’ospedale di Grosseto: indagati 17 sanitari
L’uomo era stato ricoverato dopo una frattura
CASTLL’AZZARA. Quale la causa di morte di Goffredo Guidotti? Ci sono responsabilità medico/sanitarie per il periodo trascorso in ospedale, prima del decesso? Lo dovranno stabilire i consulenti nominati dalla Procura, che martedì 3 ottobre hanno eseguito l’autopsia sul corpo dell’87enne originario di Castell’Azzara, morto il 18 settembre scorso.
Diciassette gli indagati – per le ipotesi di cooperazione colposa in omicidio colposo/lesioni colpose per responsabilità in ambito sanitario – tra il personale, individuati e iscritti nel registro perché appunto possano esercitare le prerogative di legge, nominando propri consulenti. Le informazioni di garanzia, con l’avviso del conferimento per l’incarico relativo all’autopsia, sono state consegnate alla fine della settimana scorsa.
Il sostituto procuratore Federico Falco ha incaricato due specialisti: il medico legale Mario Gabbrielli, dell’Università di Siena, e il nefrologo Guido Garosi, dell’Azienda ospedaliera universitaria, sempre di Siena. Hanno novanta giorni per depositare le proprie conclusioni. E in questo percorso medico-legale saranno affiancati dal dottor Dario Pietrobono, nominato dall’avvocato Riccardo Cavezzini, che assiste due infermiere e una operatrice sociosanitaria; un’altra oss è seguita dall’avvocata Gabriella Capone nominata di fiducia; altre due indagate sono assistite dall’avvocato Roberto Cerboni. Anche la famiglia Guidotti (la moglie Ilia, il figlio Andrea, il nipote Federico) assistita dall’avvocato Alessio Bianchini ha individuato un proprio consulente: è il dottor Sergio Scalise, medico legale di Perugia. I legali si riservano di nominare eventualmente nei prossimi giorni propri consulenti.
A dare inizio alle indagini è stata la famiglia Guidotti che si è rivolta ai carabinieri del paese segnalando l’iter clinico di Goffredo, conosciutissimo a Castell’Azzara per essere stato per decenni autista della Rama, oltre che appassionato cacciatore. Ha ricostruito anche quanto era avvenuto prima del ricovero. Tempo addietro, Goffredo era caduto in paese, nel corso di una passeggiata. Aveva riportato delle fratture, era stato operato al femore, era stato destinato all’ospedale di comunità di Castel del Piano per la riabilitazione. In questa struttura era rimasto per una ventina di giorni. Poi le sue condizioni si erano aggravate e avevano determinato il ricovero al Misericordia di Grosseto, dove Goffredo Guidotti era rimasto sette giorni. Il 18 settembre era avvenuto il decesso.
I carabinieri, ricevuta la segnalazione, hanno dato via alle indagini, ricostruendo attraverso la cartella clinica e ogni altra documentazione sanitaria anche i nominativi di coloro che in un modo o nell’altro avevano trattato il paziente. La presenza di un nefrologo – e quindi di uno specialista nelle malattie renali – nel collegio dei consulenti fa capire che la Procura ha necessità di indagare anche in questa direzione per far luce su ogni aspetto relativo al ricovero e all’assistenza.
Come è consuetudine in questi casi, la Procura ha esteso la platea degli indagati al solo scopo di consentire la partecipazione alle attività irripetibili: altrimenti, da un punto di vista procedurale, non sarebbe più possibile recuperarli. La data dei funerali di Goffredo non è stata ancora fissata.
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