Un giardino per la Chelliana Ospiterà eventi culturali
Biblioteca: approvato il progetto esecutivo da 90mila euro
GROSSETO. La giunta comunale di Grosseto ha approvato il progetto esecutivo, de “La biblioteca riemersa – giardino letterario”, con un intervento che prevede la riqualificazione, valorizzazione e fruizione di un’area di pertinenza della biblioteca comunale Chelliana di via Mazzini.
Il progetto ha ottenuto l’assegnazione di contributo da parte della Fondazione Cassa Risparmio di Firenze per un importo pari 90.000 euro, dei quali 60.823 di lavori. Per questo l’amministrazione ha rimodulato la proposta progettuale approvata con una delibera di giunta del 30 giugno 2022, che prevedeva una spesa complessiva di 140.000 euro. Alla luce del contributo si è proporzionato il nuovo progetto alle risorse economiche disponibili.
L’architetta Luisa Pianigiani, responsabile del procedimento, che ha preparato il progetto con la collaborazione con la geometra Katiuscia Gorelli e con l’ingegner Matteo Tomellini, è partita da una frase di Cicerone: «Se possedete una biblioteca e un giardino, avete tutto ciò che vi serve». Il giardino letterario, che ha una forma triangolare di 385 metri quadrati, è strutturato in modo tale da legarsi al contesto urbano e a Palazzo Mensini che dal giugno 2019, dopo 25 anni trascorsi nella sede provvisoria di via Bulgaria, è tornato a ospitare la Biblioteca Chelliana, chiusa dallo scorso 3 luglio, e fino al prossimo mese di novembre per il trasloco ai piani superiori dell’intera struttura.
Il progetto di Luisa Pianigiani nasce dall’idea di riconsegnare alla città uno spazio urbano dismesso che, in un dialogo di connessione con la biblioteca, sia veicolo di formazione e programmazione di realtà culturali e sociali e di valorialità e sviluppo dell’attrattività di questo contesto urbano. Il “Giardino” finirà per diventare un arricchimento culturale della città, fruibile da tutti i cittadini, come organismo autonomo e indipendente ad accogliere eventi culturali e artistici.
«Il giardino letterario – sottolinea l’assessore alla cultura del Comune, Luca Agresti – sarà di supporto all’attività che viene svolta dalla biblioteca Chelliana e che verrà ulteriormente svolta in maniera più funzionale, quando sarà a pieno regime. È un’area che ritenevano di fare aperta, un’area fruibile a tutti. Sarà curata nei dettagli e negli aspetti. Il giardino culturale ospiterà successivamente anche un monumento a Luciano Bianciardi (realizzato dall’artista vincitore di un bando pubblicato lo scorso anno in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita dello scrittore), che sarà significativo proprio per la storia e l’importanza della nostra biblioteca. Sarà un luogo oltre a essere utilizzabile quotidianamente da chi lo vorrà, sarà possibile organizzare degli eventi all’aperto. La Chelliana dovrebbe finire i lavori entro la fine dell’anno e stiamo già predisponendo la riapertura».
«Mi preme sottolineare ed evidenziare – aggiunge l’assessore Agresti – che, oltre all’ufficio cultura del Comune di Grosseto, un ringraziamento particolare va anche all’ufficio lavori pubblici, quindi all’assessore Riccardo Ginanneschi, per il lavoro che insieme stiamo facendo per ridare finalmente compiutezza alla biblioteca».
Sulla base delle risorse disponibili, questo primo intervento, che durerà 90 giorni lavorativi, riguarderà prevalentemente la pavimentazione dell’area, con una pavimentazione in cemento architettonico, in continuità con la pavimentazione esistente in pietra grigia forte “tipo Alberese” del marciapiede e di via Mazzini, e la predisposizione degli impianti elettrico, illuminotecnico e di irrigazione, tenuto conto che gli elementi “accessori” saranno realizzati in un secondo momento.
Nell’area sarà previsto uno spazio commemorativo artistico bianciardiano che sarà contenuto da un giardino verticale, una quinta vegetale alta 2,99 metri di essenze vegetali «che garantirà – spiega Luisa Pianigiani – la mitigazione delle fatiscenti costruzioni adiacenti e delle relative superfetazioni. La proposta progettuale è pensata per recuperare simbolicamente la spazialità del concetto di “chiostro medievale” o giardin cortese, dove la chiusura degli spazi di studio e di lettura viene superata con la vista verso l’ambiente circostante ed il giardino diventa, quindi, un filtro tra l’architettura e il paesaggio. Il sistema utilizzato nella costruzione della parete verde verticale si compone di uno scheletro metallico applicato al telaio, anch’esso metallico, autoportante».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
