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Grosseto

Il personaggio

Un maremmano alla guida della Lettonia: parla toscano la sorpresa del mondiale di basket

di Maurizio Caldarelli

	Luca Banchi, coach della nazionale della Lettonia
Luca Banchi, coach della nazionale della Lettonia

All’esordio nel torneo, la nazione che conta appena 1,8 milioni di abitanti ha battuto superpotenze Francia, Spagna e Brasile arrivando ai quarti di finale

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GROSSETO. C’è già un candidato per il prossimo Grifone d’Oro: Luca Banchi. Il mondo dei social e gli sportivi si sono trovati d’accordo nel proporre l’allenatore grossetano della Lettonia, autentica rivelazione del Mondiale di basket in svolgimento nelle Filippine, per il massimo riconoscimento cittadino, che viene consegnato ogni 10 agosto. Banchi si è guadagnato questa prestigiosa menzione con le vittorie ottenute negli ultimi dieci giorni, che hanno sbattuto in prima pagina la sua piccola Lettonia (65.000 kmq, 1,8 milioni di abitanti), capace di mettere al tappeto, da esordiente, le superpotenze Francia, Spagna e Brasile per approdare ai quarti di finale.

Il coach grossetano, al termine della travolgente affermazione sul Brasile, mostra esultante un cartellone con il pass per i quarti di finale che gli è stato preparato dai tifosi e sorride pensando all’immediato futuro. «Siamo straordinariamente soddisfatti del risultato ottenuto – dice appena sbarcato a Manila, dopo un impegnativo trasferimento da Giacarta – ottenuto contro ogni più rosea previsione. Alla vigilia della partita col Brasile ho temuto che non si riuscisse a centrare l’obiettivo delle top eight, che sembrava essere alla portata, avrebbe vanificato le imprese contro Francia e Spagna; invece è arrivata un’altra vittoria bellissima, la quarta su cinque incontri».

Ora per la giovane formazione lettone arriva il duello con la Germania (mercoledì 6 settembre, inizio alle 10,45): «Le combinazioni – continua Banchi – non ci sono state favorevoli: c’era la possibilità di incrociare la Slovenia che, per quanto fortissima, sembra più alla nostra portata. Viceversa la Germania si candida a essere una delle favorite, combinando il grandissimo talento dei quattro giocatori Nba e dei giocatori di Eurolega. Ha dimostrato di essere una squadra che non teme nessun confronto e può essere performante sia con le squadre americane che con le europee. Per noi sarà dura, dovremo risolvere tanti problemi legati al loro talento, atletismo e fisicità; sono più grandi di noi in ogni ruolo, però cercheremo una volta ancora di andare oltre i nostri limiti e fare una prestazione che ci renda degni del palcoscenico che siamo arrivati a calpestare. Siamo qua, ospiti inattesi e ci sediamo al tavolo con le altre sette potenze mondiali tra la curiosità di tutti e l’incredulità di molti. Mi auguro che la squadra continui a esprimersi bene, anche se comincia a sentire la fatica, per sostenere l’urto di un avversario di questo calibro».
Banchi seguirà oggi l’Italia contro gli Usa: «È stato bello incrociare la nazionale italiana nelle Filippine, con la quale condividiamo l’hotel e molte aree comuni. La sfida contro gli Stati Uniti sulla carta sembra proibitiva ma, come tradizione, gli azzurri riusciranno a rendere appassionante la gara, perché hanno i numeri per far bene sia dal punto di vista tecnico-tattico che sotto il profilo delle risorse caratteriali, come hanno dimostrato contro la Serbia».
«La Germania non avrà vita facile». A sostenerlo è Silvia Palmieri, la moglie di Luca, ex giocatrice della Libertas Aurora, ormai da 40 stagioni sua più sfegata tifosa, insieme al figlio Alessandro, stella del Costone Siena.
 

Fan speciali
«Luca subito dopo la vittoria con il Brasile – prosegue – si è messo a studiare i nuovi avversari, visionando le precedenti gare dei tedeschi, passando quasi la notte in bianco, per poter spiegare tutto ai suoi giocatori». «Il lavoro sul campo è nulla rispetto al tempo che passa nel suo studio quotidianamente – va avanti la moglie – guarda video, prende appunti, senza pause». «Quali sono le doti migliori? Ne ha tante: la calma, la serenità, il rispetto che nutre verso lo staff, giocatori, verso questo sport. Non l’ho mai sentito dire male di un arbitro, anzi mi rimprovera se lo faccio io dalla tribuna, e non s’arrabbia mai. Se perde una partita importante, però, lo dobbiamo lasciare stare in silenzio».
«È arrivato così in alto – sottolinea il fratello Claudio, ex giocatore di basket ed ex presidente del Bbc Grosseto campione d’Italia e d’Europa – perché è sempre stato determinato nelle sue scelte e convinto dei suoi mezzi. Iniziò ad allenare giovanili del Basket Grosseto, dopo aver visto sfumare la possibilità di un ingaggio da giocatore in A2 con la Pallacanestro Livorno. Da quel giorno, ha lasciato giovanissimo la città per approdare a Firenze e Livorno, una tappa decisiva per la sua crescita, mettendosi in testa di arrivare in alto. E lo ha fatto con grandi successi e imprese: i due scudetti, la Coppa Intercontinentale e ora i quarti con la Lettonia sono solo il momento più alto di una carriera straordinaria, da Grifone d’Oro». 

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