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Granchio blu, ristori di Stato in Emilia e Veneto: Orbetello rimane a bocca asciutta

di Ivana Agostini
Granchio blu, ristori di Stato in Emilia e Veneto: Orbetello rimane a bocca asciutta

Imprese, su le maniche: il crostaceo killer si pesca, si vende e si serve a tavola

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ORBETELLO. Dei 2,9 milioni di euro stanziati settimane fa dal governo a favore dei consorzi e delle imprese di acquacoltura che provvedono alla cattura e allo smaltimento del granchio blu, la Toscana e i Pescatori di Orbetello, per il momento, non vedranno un soldo.

«I fondi andranno a Veneto ed Emilia Romagna – spiega Danilo Di Loreto, responsabile impresa pesca Coldiretti Toscana – ma saranno comunque poca cosa visto che dovranno essere divisi fra circa 3. 300 imprese. Come Coldiretti – aggiunge – abbiamo chiesto al governo di agire in vari step per finanziare altri ristori per i danni subiti dai pescatori».

Che in laguna, per adesso, non arriveranno ristori lo conferma anche il presidente dei Pescatori, Pier Luigi Piro: «Dovremo aspettare che siano previsti ristori per i danni che noi stiamo subendo». Nel frattempo i Pescatori provano a combattere il killer dei mari pescandolo, vendendolo e cucinandolo nel loro ristorante.

Il granchio blu ha invaso laghi, lagune e fiumi ma non solo. Come dice Di Loreto «è notizia di questi giorni che anche chi pratica la pesca a strascico ha iniziato a trovarlo nelle reti. Il granchio blu non ha predatori naturali nel Mar Mediterraneo. L’unica specie candidabile, oltre all’uomo, potrebbe essere il polpo; che però è in diminuzione».

Il responsabile Coldiretti ribadisce che non c’è tempo da perdere: «La prima importante azione è arrivare presto a una prima stima dei danni alle attrezzature e alla mancata produzione per capire anche la portata di questo fenomeno e per garantire rapidi ristori alle imprese. E poi passare all’azione contenendo la proliferazione con pesche mirate laddove si riproducono».

Ma non tutti i mali vengono per nuocere: «Nell’incontro al Ministero abbiamo proposto di approfondire, da parte della ricerca, criteri per rallentare la proliferazione del granchio. Ma questo può essere anche un’opportunità per il settore della ristorazione, della vendita dove già oggi, in alcune zone, si possono trovare a 8 euro al chilo, e della trasformazione visto che all’estero, soprattutto negli Stati Uniti, è un prodotto molto richiesto e apprezzato. Lo peschiamo qui e lo esportiamo nei paesi da dove è arrivato facendocelo pagare anche sotto forma di sughi e preparati. È quindi importante creare un nuovo mercato», conferma ancora Di Loreto.

Fare di necessità virtù sarà sufficiente? «Il granchio blu da criticità è diventato opportunità grazie alla prontezza di molti imprenditori della provincia – dice Giulio Gennari, presidente di Confcommercio Grosseto – ma il coraggio e gli sforzi di queste aziende potrebbero non bastare».

La confederazione ha partecipato, martedì al bagno Giglio (organizzata da Il Tirreno dallo storico associato Confcommercio) a un confronto con i Pescatori; tra le prime realtà in Italia a trovarsi, proprio malgrado, al fronte contro “l’invasore”.

«Le abilità delle imprese nel volgere in positivo eventi negativi – dice Gennari – sono fondamentali. Ma queste abilità, a un certo punto, si scontrano con ostacoli strutturali che solo con un potente intervento governativo si possono superare. Per adesso, dal punto di vista della comunicazione, siamo riusciti a non creare allarmi i cui effetti sarebbero stati ancora più dannosi dello stesso granchio (si pensi allo scorso anno con i moscerini). Al contrario si è riusciti a creare un interesse positivo attorno al fenomeno, trasformandolo quasi in una “moda” per la quale oggi tutti al ristorante cercano il granchio blu».

Se da un lato questo è un aspetto positivo, dall’altro, secondo Confcommercio «non si può non tenere conto dell’incidenza sui bilanci delle aziende. A un’azienda come la cooperativa dei Pescatori di Orbetello, il granchio blu crea danni enormi perché divora tutti i pesci che lì si allevano e quando non li mangia rompe le reti permettendo ai pochi superstiti di scappare».


 

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