Meteo
Laguna di Orbetello, l’emergenza non finisce mai. «Quattro aree sono senza ossigeno»
Alle peschiere di Ansedonia problemi causati dall’impennata delle temperature
ORBETELLO. Laguna, è sempre emergenza. «Pensavamo di essere fuori pericolo ma questa impennata delle temperature ha creato dei problemi. Alle peschiere di Ansedonia ci sono 3 o 4 zone anossiche che stiamo tenendo sotto controllo». Anossiche, cioè senza ossigeno. Lo dice al Tirreno Pier Luigi Piro, presidente dei Pescatori, manifestando tutta la sua preoccupazione. Non c’è pace, quindi, per la laguna e per i Pescatori che ancora una volta devono affidare le loro sorti e quelle dello specchio d’acqua al vento buono, alle previsioni meteo che promettono pioggia e un calo delle temperature a partire dal fine settimana. «Siamo sempre alle solite – aggiunge Piro – alcuni giorni fa il fosso Glacis era un tappeto di valonia, un’alga che si sfalda alle alte temperature. Altre zone anossiche si sono nuovamente formate e questo crea un pericolo costante per la laguna, sempre. Anche adesso che siamo verso la fine della stagione». La laguna, quindi, continua a fare i conti con le alghe, con le zone anossiche. Adesso è arrivato anche il granchio blu a completare l’opera. Impossibile, infatti, pescare le anguille ora che c'è il granchio blu. «Tornando alle alghe – continua il presidente dei Pescatori – per fortuna i mezzi non hanno navigato in laguna e questo ha tenuto ferme le alghe. Ci ha aiutato un po’». La raccolta delle alghe, per il momento, è ferma. «Dovrebbe riprendere a ottobre – dice – adesso i mezzi sono fermi». Nei giorni scorsi, il Comune ha annunciato l’incarico per redigere una perizia sullo stato di Patanellino, l’impianto dove avrebbero dovuto essere stoccate e soprattutto asciugate le alghe della laguna di Orbetello che, invece, non è mai entrato in funzione restando, per anni, alla mercé dei vandali. Il Comune ha affidato la perizia allo studio tecnico dell’ingegner Piero Ulivieri di Ponte a Egola (Pisa). Con l’accordo sottoscritto a fine 2022 tra la Regione Toscana e il Comune di Orbetello, sono state ridefinite le modalità di gestione, in via ordinaria, della laguna, fino all’individuazione di nuove modalità di gestione che spetta alla Regione. Fra le competenze del Comune di Orbetello rientra anche quella riguardante il futuro dell’impianto di smaltimento delle alghe di Patanella. L’ente, infatti, secondo l’accordo, deve compiere degli accertamenti tecnici ed economici e redigere la relativa perizia che definisca gli interventi necessari per ripristinare la piena funzionalità dell’impianto. Dovrà anche redigere un piano di manutenzione dell’impianto nelle fasi di esercizio e di fermo provvisorio e dovrà dare attuazione alle misure di sicurezza per prevenire ulteriori intrusioni, furti e danneggiamenti dell’impianto. Patanellino, infatti, è stato più volte vandalizzato ed era stato individuato come base per l’organizzazione di un rave party. La realizzazione di Patanellino costò circa 2 milioni di euro. «La rimessa in pristino di Patanellino – dice Piro – è di fondamentale importanza. L’impianto avrebbe non solo stoccato le alghe ma le avrebbe asciugate e questo avrebbe potuto permettere di farle diventare anche una risorsa. Adesso lo smaltimento ha dei costi importanti. Le aziende che abbiamo contattato per poter usare le alghe per cosmesi, o altro hanno tutte dovuto fare i conti col fatto che acquistandole a peso, le alghe sono costituite per il 90 per cento di acqua. Quanto sarebbe costato comprarle? Una volta essiccate, invece, il discorso sarebbe diverso. Se Patanellino funzionasse, tutto sarebbe diverso. La laguna ha bisogno di molta attenzione e molti interventi. Tutto tace. A volte sembra di lottare contro i mulini a vento». Vedremo, prossimamente, come e se procederà la costituzione del consorzio per la gestione della laguna votato dal Governo e presentato un maniera unitaria dai parlamentari Fabrizio Rossi (Fdi) e Marco Simiani (Pd).
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