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Il caso

Musicista placcato in piazza dagli agenti a Grosseto: raccolta di firme per “il Parro”

L’uomo a terra immobilizzato Intorno la folla e gli agenti della polizia municipale
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L’uomo a terra immobilizzato Intorno la folla e gli agenti della polizia municipale

Alcuni commercianti vogliono per lui l’autorizzazione a esibirsi in strada. Rifondazione attacca: «È questa la sicurezza tanto propinata dalla giunta?»

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GROSSETO. L’eco del “placcaggio” di gruppo con il quale gli agenti di polizia municipale hanno immobilizzato mercoledì “il Parro”, il musicista ambulante che non aveva raccolto l’invito a lasciare piazza Socci (dove quasi ogni giorno dallo scorso inverno elemosina qualche spicciolo) perché le note troppo forti a avevano disturbato qualcuno (l’autore della segnalazione ai vigili), non si è certamente placata.

L’agente che è rimasto ferito nell’operazione ha riportato una prognosi di 7 giorni per una distorsione al dito in quella che il comandante Alessio Pasquini torna a definire la «fase di contenimento». Una buona notizia per lui ma anche per il Parro, che in caso di referto più “consistente” avrebbe potuto essere esposto a gravi conseguenze.

Dalla ricostruzione ottenuta dai filmati delle telecamere pubbliche della zona, visionati sempre dalla Municipale, si comprende infatti la dinamica: il musicista non ha ferito l’agente nel lancio del leggio.

La reazione del Parro comporta una denuncia praticamente certa, che potrà essere formalizzata proprio in queste ore. Sul tavolo restano le ipotesi di lesioni, minacce, oltraggio e resistenza. Ma – di nuovo – se denuncia dev’essere, quasi certamente sarà per il “minore dei mali”.

Nel frattempo cresce il sostegno al musicista, proprio da parte di alcuni degli stessi commercianti di corso Carducci. Sostenendo a più voci che il Parro è fondamentalmente «un bravo ragazzo», e dato che l’intervento della Municipale si è fondato su una segnalazione per disturbo della quiete e soprattutto sul fatto che il musicista non ha una regolare autorizzazione, tra gli esercenti ha iniziato a circolare l’ipotesi di lanciare una raccolta firme per fargliene avere una.

Più tranciante la lettura del circolo “Vittorio Stefanini” di Rifondazione Comunista, che paragona quanto accaduto al caso George Floyd: «Una scena desolante e raccapricciante quella che si è manifestata vdavanti agli occhi di decine di grossetani increduli e decisamente indignati; una situazione che rimanda tristemente la mente ad alcuni episodi successi negli Stati Uniti».

Il circolo sottolinea come gli agenti, in evidente soprannumero «lo bloccano (il Parro) lo buttano a terra ponendosi sopra di lui impedendogli di muoversi e sicuramente compromettendo in parte anche la capacità di respirare». E poi sposta lo sguardo su un altro recente episodio «nel quale nelle nostre spiagge la municipale si lancia all’inseguimento di un anziano colpevole di vendere asciugamani».

Lo Stefanini non giustifica eventuali violazioni delle regole, ma porta l’attenzione su «un dispiegamento di forze assolutamente sproporzionato e ingiustificato per quelle situazioni, tutto questo mentre la città ha oramai intere zone completamente fuori controllo in balìa di spaccio, liti furibonde, ubriachi molesti e così via; non ci sentiamo però di vedere lo stesso atteggiamento da sceriffi verso che pericoloso potrebbe esserlo veramente».

La stoccata è all’amministrazione: «Ci chiediamo se è questa la sicurezza tanto propinata, manifestazioni di forza verso soggetti assolutamente non pericolosi. Ognuno ne tragga le proprie conclusioni, per noi è una bocciatura assoluta e un fallimento sul piano umano, sociale e amministrativo».

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