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Grosseto, il tetto è crollato più di due anni fa: il Centro anziani ancora fra i detriti
I lavori per la struttura sono rimasti fuori dal piano delle opere triennali
GROSSETO. L’attività deve andare avanti, gli anziani hanno bisogno di essere assistiti e aiutati, ma il Centro di promozione sociale Roberto Ciabatti di via dei Barberi aspetta da due anni i necessari lavori di manutenzione dopo il crollo di parte del tetto dello stabile, avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 giugno 2021. Un boato che ricordano bene gli abitanti della zona e solo per il fatto che il crollo avvenne durante le ore notturne non ci furono feriti.
Tuttavia, il piano delle opere triennali non contempla l’intervento di recupero del centro sociale. L’assessore ai lavori pubblici Riccardo Ginanneschi ha confermato che le risorse verranno reperite con una variazione di bilancio, fanno sapere dal centro. «Garantiremo la socialità – commenta l’assessore Riccardo Ginanneschi a Il Tirreno – sistemando i bagni per rendere più funzionale la tensostruttura e verificheremo le risorse, magari ricorrendo a qualche bando, per poter ristrutturare l’edificio crollato. È un impegno importante, ma è intenzione del Comune essere vicina a centri come quelli di via dei Barberi, Roselle o Gorarella».
Danni e progetti
Una prima stima dei danni, per rimettere al posto quei muri sventrati e il tetto crollato, parlava di circa 600mila euro, che saranno sicuramente aumentati in questi due anni a causa dei rincari energetici e delle materie prime che hanno interessato molti cantieri. L’amministrazione comunale per il momento ha reperito le risorse per mettere a posto i bagni, per essere di supporto alla tensostruttura, ma è stato lo stesso centro sociale a fermare i lavori.
«Non possiamo certo fermare la nostra attività – fa presente Franco Miglianti, vicepresidente dell’Auser provinciale –. Gli anziani hanno più che mai bisogno in questo periodo dell’anno: la maggior parte di loro rimane in città e deve avere la nostra vicinanza. Abbiamo così chiesto al Comune di spostare a ottobre l’inizio della sistemazione dei servizi igienici. I tecnici comunali sono venuti a fare un sopralluogo, mentre il settore lavori pubblici ha trovato i finanziamenti per il lavoro».
Poi ripercorre quei momenti e fa il punto sulle attività del centro (e anche sui numeri che girano attorno alla struttura).
«Ecco cosa facciamo»
«Grazie a una tensostruttura, una sorta di chalet, messa a disposizione dal Comune riusciamo a mettere in piedi una serie di attività, che sono tra l’altro gradite dai nostri ospiti: l’appuntamento della serata danzante, che si svolge il mercoledì e la domenica, raccoglie 200 persone, e bene stanno andando le altre attività inserite nel nostro progetto, che si svolgono tre volte a settimana – sottolinea Miglianti –. Come la tombola o il disegno. Non dimentichiamo che organizziamo serate teatrali, convegni e ginnastica posturale».
E fanno notare: «Gli anziani hanno bisogno della nostra vicinanza, oltre all’accoglienza garantiamo il pranzo a chi ha bisogno e siamo sempre pronti a farci in quattro per fare stare i nostri amici», rimarca.
La storia
Il centro sociale Roberto Ciabatti, che fu oggetto dei lavori di sistemazione nell’ottobre 2014 (con l’inaugurazione della nuova cucina). Chiesero poi un aiuto dal Comune per poter svolgere nel migliore dei modi il ruolo sociale e per dare risposte ai cinquecento soci, che ovviamente poi sono pure cresciuti considerevolmente all’indomani della pandemia del 2020, per varie ragioni.
«È arrivato il momento, dopo 25 mesi dall’episodio – conclude Franco Miglianti – di ridarci la nostra sede storica, non solo dei bagni. Abbiamo in cantiere tante idee e con la ristrutturazione della zona crollata possiamo garantire l’accoglienza che vogliamo noi», ribadisce invocando delle risposte.
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