Il Tirreno

Grosseto

Truffe agli anziani

Grosseto, finti carabinieri estorcono soldi: nonna di 101 anni sventa il colpo. La telefonata-trappola

di Elisabetta Giorgi
Grosseto, finti carabinieri estorcono soldi: nonna di 101 anni sventa il colpo. La telefonata-trappola

Già truffata una volta quando consegnò la pensione a un malvivente, stavolta non è inciampata nel raggiro

4 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. A 101 non ci è caduta. Sveglia, intelligente e già truffata una volta quando consegnò la pensione a un malvivente, stavolta non è inciampata nel raggiro del “finto carabiniere” che ha provato a spillarle i soldi, e ha chiamato i familiari. È successo a Pancole, frazione di Scansano presa di mira questi giorni dai ladri/truffatori.

Negli ultimi giorni sono stati segnalati diversi casi di questo tipo in provincia di Grosseto, alcuni nel capoluogo e altri nel comune di Scansano. Alcuni solo tentati, altri consumati. Per tutti stesso copione (ormai rodato) e stesso tentativo di rubare contanti e preziosi spacciandosi per l’Arma (che naturalmente in nessun caso chiede soldi a nessuno).

Come funziona

Il modus operandi è conosciuto da tempo. Le vittime sono perlopiù anziane. Squilla loro il telefono, un uomo si finge un carabiniere e spiega al malcapitato che il figlio o nipote è rimasto coinvolto in un incidente, ha investito qualcuno ed è trattenuto in caserma. Sta bene ma servono soldi per farlo tornare a casa. Se l’anziano/anziana ci cade, spinto dalla preoccupazione, il truffatore (o un suo complice) va a casa a ritirare soldi e gioielli per pagare una fantomatica “cauzione”. Spesso entra in gioco anche un falso avvocato a mo’ di spalla.

L’astuta centenaria

La signora Duse ha 101 anni e abita a Pancole. È sveglia, lucida e dal carattere forte. Vive nello stesso palazzo di sua figlia. Poco dopo l’ora di pranzo di giovedì l’anziana riceve una telefonata: qualcuno le dice che suo figlio è in caserma dopo un sinistro stradale. Ha bisogno di soldi, ma lei non ci casca. «Devo pagare la badante». Butta giù il telefono e chiama sua figlia che accorre dal piano di sotto. «Questi disgraziati – dice lei – erano sicuramente già davanti alla porta di casa. Qui in paese un’altra signora è stata derubata brutalmente dei suoi averi. Mia mamma stavolta ha sventato il colpo, ma anni fa fu derubata anche lei della pensione. Era il giorno della riscossione, i malviventi bussarono alla sua porta, lei fu così gentile da accoglierli in salotto...». Stavolta per fortuna è andata diversamente: a quanto pare non ci cade più.

Ottantunenne truffata

Invece, sempre a Pancole finisce in trappola una signora di 81 anni. Giovedì (stesso giorno dell’altra) riceve una chiamata da un sedicente maresciallo che parla in napoletano. «Suo figlio ha investito una donna. Lui sta bene, ma è trattenuto in caserma». E se lei non paga, l’uomo dovrà passare la notte in prigione. Alla voce del sedicente maresciallo si unisce quella di un finto avvocato (tale “Molinari”), che ci mette il carico. «Io ho solo 150 euro», risponde l’anziana. E loro insistono: «Solo quelli? Ma in casa avrà qualcos’altro!». Lei risponde di avere il bancomat e comunica il pin (per fortuna sbagliato, perché lo ricorda male). A lungo la tengono occupata al telefono affinché lei non chiami nessun altro. E alla fine le suonano al campanello. Arriva un baldanzoso giovane. «Mi chiamo Luca, sono venuto a prendere la roba per il maresciallo». L’anziana gli ha già preparato tutto per bene in una borsina. Ci ha infilato anche le fedi, sua e del marito morto. Quando in serata si rende conto di essere stata truffata e derubata, scatta la denuncia ai carabinieri.

«Ci dia 4500 euro»

Risalgono alla prima decade di luglio casi anche a Grosseto. I truffatori chiamano una 80enne, le dicono che il figlio ha avuto un incidente «e ucciso persone»: servono 4500 euro per non farlo finire in carcere, ma la signora viene messa in guardia da un amico («I carabinieri non chiedono soldi!») e non ci casca. Parte la denuncia. Giorni dopo stesso copione: vittima una donna di 85 anni cui viene fatto credere che il figlio ha 3 verbali a suo carico per un incidente, e pure qui servono soldi. Lei chiede di parlare con il figlio in caserma ma ovviamente non glielo passano. Allora butta giù e fa denuncia. I carabinieri hanno ricevuto segnalazioni, denunce e compiuto accertamenti capillari con le stazioni di Grosseto e Scansano. È soprattutto grazie a loro e agli incontri di sensibilizzazione che promuovono durante l’anno (Pancole compresa) che molte vittime presa di mira non ci cadono più. Ma le “incursioni” continuano. Serve stare in guardia.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino