Il presidio
Caso Improta, le assicurazioni rinunciano a farsi pagare
Allianz e Axa hanno deciso di non riscuotere 60mila euro per venire incontro alla donna, condannata a maxi spese
ORBETELLO. Due compagnie assicurative, Allianz e Axa, hanno rinunciato alla riscossione delle quote di spese processuali che Elena Improta è stata condannata a pagare dalla Corte d’Appello di Roma. Una cifra corrispondente a circa 60mila euro, 30 mila euro per compagnia. Improta, presidente della onlus Oltre lo Sguardo e fondatrice della Casa di Mario che ospita ragazzi disabili, da circa una settimana sta portando avanti lo sciopero della fame perché condannata al pagamento di 276 mila euro di spese processuali per una causa durata 27 anni e iniziata 34 anni fa. La causa serviva a dimostrare che la disabilità del figlio Mario fosse dovuta a qualche comportamento sbagliato dei medici che avevano assistito al parto in una clinica privata di Roma. La rinuncia delle due compagnie assicurative è stata resa nota dalla stessa Improta. «Prendo atto che la compagnia Allianz rinuncia alla sua quota di spese processuali: un buon segnale, spero il primo di altri».
Dopo qualche ora è arrivata anche la rinuncia di Axa. «Anche la compagnia Axa - ha scritto Improta sulla sua pagina Facebook - esclusivamente per motivi umanitari ha deciso di rinunciare alla sua quota di spese processuali liquidate dalla Corte d’Appello di Roma: un secondo passo positivo di coscienza responsabile che saluto positivamente».
Se 60mila euro sono stati tolti da quanto Improta dovrà pagare, ne restano sempre 216mila da pagare a un’altra compagnia assicurativa, alla clinica privata, al ginecologo e agli eredi del pediatra». Nonostante questi piccoli successi, Improta continua lo sciopero della fame per portare avanti una forma di protesta non violenta e per rivendicare il diritto alla vita e a una vita dignitosa. La presidente della onlus non pretende di non pagare ma di dilazionare quanto la Corte d’Appello ha previsto che dovrà essere pagato.
Un decreto ingiuntivo metterebbe a rischio la Casa di Mario e quanto viene fatto per i ragazzi disabili che la abitano, compreso il figlio di Improta. Per la donna si sta muovendo anche la politica. Nei giorni scorsi l’onorevole Pd Marco Simiani, insieme a Ilenia Malavasi, avevano invitato lo Stato «a farsi carico di questo tipo di situazioni dimostrando solidarietà concreta alle famiglie e prevedendo il gratuito patrocinio. Il diritto di rivendicare la verità - avevano detto Simiani e Malavasi - non può dipendere dalle condizioni economiche delle famiglie che rischiano di vedersi eroso tutto il patrimonio, garanzia di vita dignitosa».
Nel frattempo la raccolta firme organizzata a sostengo di Improta su Change. org ha raggiunto le 4494 firme. A Improta è arrivato il sostegno dell’associazione Olympia de Gouges, dell’attore Alessio Tiribocchi che le ha dedicato il suo ultimo spettacolo, del presidente dei Pescatori Pier Luigi Piro.
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